A Castelverde si è accesa una luce attesa da oltre dieci anni. Nel quadrante est di Roma, in Municipio VI, sono entrati in funzione 48 punti luce e 65 lampade a led nelle aree vicine al polo sociale e sportivo di via Civitella Casanova, nei parcheggi e negli spazi di via Montepagano e via Corvara.
Castelverde illuminata, la novità nelle strade del quartiere
Per chi vive il quartiere, la differenza si vedrà soprattutto la sera. Parcheggi meno bui, passaggi più riconoscibili, aree pubbliche più utilizzabili, ingressi e percorsi attorno al polo sociale e sportivo con una presenza luminosa stabile. A Castelverde non si parla di un progetto annunciato sulla carta, ma di lampade accese dopo un’attesa diventata lunghissima.
L’impianto era stato realizzato nel 2014. Da allora, però, non era mai entrato davvero in funzione. Un paradosso urbano: pali, opere e infrastrutture presenti, ma un servizio assente. Per oltre un decennio i residenti hanno continuato a convivere con zone rimaste senza l’illuminazione prevista, in un’area dove la vita del quartiere passa anche da campi sportivi, parcheggi, spostamenti serali e luoghi di incontro.
Ora l’intervento ha rimesso in esercizio 48 punti luce, con 65 lampade nuove a led di ultima generazione. Il dettaglio delle strade racconta l’estensione dell’operazione: in via Montepagano sono stati attivati 37 punti luce e 51 lampade, mentre in via Civitella Casanova sono entrati in funzione 11 punti luce e 14 lampade. Un lavoro mirato, ma con un impatto pratico immediato su una parte vissuta del quartiere.
Via Montepagano e via Civitella Casanova, dove sono stati accesi i nuovi punti luce
Le aree interessate non sono marginali nella geografia quotidiana di Castelverde. Via Civitella Casanova è collegata al polo sociale e sportivo, uno spazio che richiama frequentazioni diverse durante la giornata e nelle ore serali. Via Montepagano e via Corvara comprendono parcheggi e zone di servizio che, senza adeguata illuminazione, diventano più difficili da vivere, specialmente nei mesi invernali o dopo il tramonto.
L’investimento complessivo supera gli 80 mila euro ed è stato finanziato dal Dipartimento Lavori Pubblici e Infrastrutture di Roma Capitale. L’esecuzione è stata affidata ad ACEA Areti I.P., con la conversione al led e la riattivazione dell’impianto. La tecnologia scelta consente una migliore efficienza energetica e una gestione più moderna della rete rispetto ai vecchi sistemi di illuminazione.
La presenza dell’assessora ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture Ornella Segnalini, dell’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, della presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli e dell’amministratore delegato di Areti Raffaele De Marco ha accompagnato l’accensione dell’impianto. Un momento pubblico che ha dato visibilità a un tema molto concreto: nelle periferie romane, spesso, la qualità della vita passa da opere semplici solo in apparenza.
Perché l’impianto era rimasto fermo per più di un decennio
La storia dell’illuminazione di Castelverde non nasce da un guasto isolato, ma da una questione amministrativa più ampia. L’opera rientra nel quadro delle infrastrutture realizzate dalle A.C.R.U., le Associazioni Consortili di Recupero Urbano, nel periodo dal 2000 al 2016. In diversi quartieri nati o cresciuti attraverso percorsi di recupero urbanistico, alcune opere pubbliche sono rimaste bloccate per mancate acquisizioni, collaudi incompleti o passaggi di consegna mai definiti.
Il risultato, in molti casi, è stato un patrimonio sospeso: infrastrutture costruite, ma non pienamente utilizzabili; servizi previsti, ma non attivati; interventi già pagati o realizzati, ma rimasti fuori dalla gestione ordinaria. Castelverde era dentro questa situazione. La nuova accensione rappresenta quindi molto più di un intervento tecnico: è il recupero di un pezzo di città rimasto fermo.
Per arrivare alla riattivazione è stato necessario un lavoro coordinato fra Dipartimento Attuazione Urbanistica, Dipartimento Lavori Pubblici e Infrastrutture, Dipartimento Patrimonio e ACEA Areti I.P. Il nuovo modello procedurale punta proprio a sbloccare impianti simili, superando l’accumulo di atti incompleti e responsabilità frammentate che negli anni hanno rallentato la consegna dei servizi.
Roma Est e periferie, la luce come segnale di presenza pubblica
L’intervento di Castelverde si inserisce nel Piano per le Opere Pubbliche nelle periferie, con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro. La scelta è recuperare e rendere funzionali infrastrutture già esistenti nei quartieri più esterni della città, dove ogni opera rimasta a metà produce effetti visibili sulla vita dei residenti.
La luce pubblica non è solo un dettaglio urbano. Cambia il modo in cui una strada viene attraversata, un parcheggio viene percepito, un impianto sportivo viene raggiunto, una zona viene vissuta dopo il tramonto. Per questo l’accensione delle lampade a Castelverde ha un valore che supera il numero dei punti luce: dice che un quartiere atteso per anni può finalmente vedere funzionare un servizio di base.
La partita, ora, riguarda la continuità. Se il metodo sarà replicato in altri quadranti, molte opere rimaste ferme potranno diventare servizi reali. Castelverde intanto porta a casa un risultato concreto: 65 lampade nuove, 48 punti luce attivati, una spesa da oltre 80 mila euro e una promessa del 2014 trasformata in qualcosa che i residenti possono vedere ogni sera, semplicemente uscendo di casa.