Nuova puntata del “Bamba del mese”, versione trigesimale dell’anti-premio ideato dall’attuale direttore editoriale de Il Giornale Vittorio Feltri come ironico omaggio al meglio del peggio dell’ultimo periodo. Comme d’habitude, sono stati selezionati tre “casi amari”: ispirati a un celeberrimo aforisma del grande giornalista e scrittore Ennio Flaiano.

Un caso hors catégorie
Torna quindi il “Bamba del mese” che, conformemente alla controparte settimanale, si apre con una vicenda ritenuta hors catégorie per non falsare la surreale competizione. È l’epic fail di cui è stata suo malgrado protagonista Elly “pausa teatrale” Schlein, segretario del Pd. La quale, come riferisce Il Foglio, ha proposto di finanziare l’assunzione di medici e infermieri abolendo il bonus per le caldaie a gas.

Peccato che, come ricorda Qui Finanza, l’agevolazione fosse già stata cancellata dal Governo del Premier Giorgia Meloni a partire dal 1° gennaio 2025. Un po’ come il cavallo di battaglia del leader dem che è morto e sepolto da ottant’anni.

Il “Bamba del mese”
A proposito di figure sinistre di spicco, il Sindaco di Genova Silvia Salis ha rivelato a Bloomberg che non disdegnerebbe una candidatura a Palazzo Chigi. Contemporaneamente, però, aggiunge il Secolo d’Italia, ha pubblicato sui suoi social un’immagine che la ritraeva con delle calzature da 1.200 euro. Come a dire che non è solo ai vertici di via del Nazareno che intende… fare le scarpe.

La sua “omocognomina” Ilaria cum grano Salis, invece, è finita nella bufera perché, ha scoperto Il Giornale, ha cambiato residenza il giorno dopo un controllo di polizia. Fino ad allora, aveva l’indirizzo in comune col suo assistente Ivan Bonnin, il che, spiega il Corsera, potrebbe costituire una violazione dei regolamenti dell’Europarlamento. La gaffe, però, è della stampa, che non si è accorta che la vera notizia era che la Nostra non abitasse in una casa okkupata.

Niente però batte l’autogol che, come riporta Sky Sport, ha “segnato”, dopo l’ennesima débâcle della Nazionale di calcio, l’ormai ex Presidente della FIGC Gabriele Gravina. Il quale si è prodotto in un surreale attacco ai cosiddetti sport non professionistici, in primis «allo sci: tolta Arianna Fontana, sono tutti dipendenti del nostro Stato». Con il piccolo, insignificante dettaglio che l’atleta chiamata in causa è una leggenda del pattinaggio, e in particolare dello short track.

Uno scivolone (è il caso di dirlo) che sancisce definitivamente che la situazione in Italia è “Gravina” ma non è seria. E si merita dilettantisticamente il “Bamba del mese”.


