ASL Roma 3 porta l’ortopedia a casa: al Grassi di Ostia nuovo servizio post-operatorio online

Al G.B. Grassi parte il telemonitoraggio per pazienti ortopedici: videochiamate, parametri e controllo ferite dopo l’intervento
Di Lina Gelsi
Ospedale Grassi, Ostia

Un mese di assistenza a distanza dopo l’intervento ortopedico, con videochiamate, questionari, parametri clinici e, se necessario, immagini della ferita chirurgica. La ASL Roma 3 ha attivato all’Ospedale G.B. Grassi un percorso dedicato ai pazienti operati nella UOC Ortopedia e Traumatologia, pensato per seguire il recupero dopo le dimissioni e individuare prima eventuali complicazioni.

Controlli online dopo l’operazione al G.B. Grassi: cosa cambia per i pazienti

La novità riguarda una fase spesso sottovalutata: il ritorno a casa dopo un intervento. Il ricovero finisce, la cartella clinica si chiude, ma il paziente deve ancora affrontare medicazioni, dolore, riabilitazione, movimenti limitati e segnali fisici da interpretare. Proprio in questo passaggio entra il nuovo servizio di teleassistenza e telemonitoraggio della ASL Roma 3.

Il percorso viene attivato per i pazienti ortopedici del G.B. Grassi al momento della dimissione a domicilio o del trasferimento in una struttura riabilitativa. L’adesione permette la presa in carico attraverso la Piattaforma Regionale di Telemedicina PRT TiCuro, con il coordinamento dell’Unità Operativa, del Team Operativo Ospedaliero e del Servizio di Teleassistenza ospedaliero.

Per circa trenta giorni il paziente resta collegato a un’équipe sanitaria. Il personale infermieristico dedicato effettua videochiamate programmate e raccoglie informazioni sull’andamento del recupero. Il monitoraggio può includere questionari sullo stato fisico, rilevazione della temperatura corporea e invio di immagini della ferita chirurgica. I dati arrivano allo specialista ortopedico, che può valutare il decorso anche senza attendere una visita in presenza.

Telemonitoraggio ortopedico a Roma: attenzione alle infezioni chirurgiche

Il nuovo modello ha un obiettivo molto concreto: seguire meglio il post-operatorio e migliorare la sorveglianza delle infezioni del sito chirurgico. In ortopedia, una complicazione riconosciuta tardi può allungare il recupero e rendere più pesante il percorso del paziente. Il controllo a distanza permette di accendere prima l’attenzione su febbre, arrossamenti, dolore insolito, alterazioni della ferita o difficoltà funzionali non previste.

Il vantaggio non è solo clinico. C’è anche un effetto pratico per chi vive lontano dall’ospedale, per chi ha mobilità ridotta o per chi dipende da familiari e caregiver per gli spostamenti. Una videochiamata programmata può evitare un viaggio non necessario, mentre una segnalazione corretta può anticipare un controllo quando serve davvero. Il sistema crea quindi una rete più stretta attorno al paziente, senza trasformare ogni dubbio in un accesso al pronto soccorso o in una visita urgente.

La presenza di questionari e parametri non rende il percorso impersonale. Al contrario, aiuta a dare ordine alle informazioni. Il paziente non deve limitarsi a raccontare a memoria come si è sentito nei giorni precedenti: può comunicare dati, sintomi, immagini e cambiamenti con una cadenza definita. L’ortopedico dispone così di elementi più chiari per decidere come procedere.

Dalla dimissione alla riabilitazione, la cura continua fuori dal reparto

Il direttore della UOC Ortopedia e Traumatologia del G.B. Grassi, Domenico Topa, ha richiamato un principio essenziale: la dimissione non segna la fine della cura. Dopo un intervento o un trauma, il paziente entra in una fase delicata, nella quale tempi di recupero, sicurezza e gestione dei segnali clinici possono incidere in modo netto sul risultato finale.

La telemedicina consente di mantenere un canale diretto con il team ortopedico. Controlli a distanza, valutazioni cliniche, monitoraggio delle ferite e verifica del recupero funzionale diventano parte di un percorso che accompagna il paziente oltre il reparto. In caso di criticità, il sistema consente una gestione più rapida. In caso di decorso regolare, offre indicazioni e rassicurazioni utili.

Manuela Bocchino, responsabile della UOS Telemedicina della ASL Roma 3, ha evidenziato il ruolo della piattaforma regionale e del coordinamento operativo degli operatori coinvolti. Il punto di forza è la possibilità di rendere subito accessibili allo specialista ortopedico le informazioni raccolte dal personale sanitario infermieristico. Il medico può così seguire l’evoluzione clinica a distanza e intervenire quando il quadro lo richiede.

ASL Roma 3, l’ospedale entra nella casa del paziente

Il percorso attivato dalla ASL Roma 3 risponde a una necessità sempre più evidente nella sanità romana: alleggerire gli spostamenti inutili, migliorare il collegamento fra reparti e territorio, usare la tecnologia per rendere più continuo il rapporto con i cittadini. Non basta curare bene durante il ricovero. Serve anche accompagnare il paziente nel momento in cui torna alla vita quotidiana, spesso con timori e domande pratiche.

Per chi esce da un intervento ortopedico, il domicilio può diventare il luogo in cui si misurano i progressi reali: camminare meglio, gestire il dolore, controllare la ferita, rispettare la riabilitazione, evitare movimenti sbagliati, capire quando un sintomo merita attenzione. Il telemonitoraggio aiuta a trasformare questa fase in un percorso guidato.

La tecnologia non prende il posto del medico, non cancella le visite e non riduce l’importanza del contatto diretto. Serve a evitare vuoti assistenziali. Il paziente sa di avere un riferimento, l’équipe sanitaria può osservare l’evoluzione anche da remoto, l’ospedale mantiene una presenza concreta dopo la dimissione.

Per Roma e per il quadrante servito dal G.B. Grassi, il nuovo servizio rappresenta un segnale importante: la sanità territoriale non passa solo da nuove strutture, ma anche da percorsi capaci di seguire meglio le persone dopo il ricovero. Nel caso dell’ortopedia, dove ogni giorno di recupero ha un peso sulla qualità della vita, un mese di controllo a distanza può fare la differenza fra un decorso incerto e una ripresa più ordinata.

 
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