CRONACA
Disabili. Viaggio tra barriere architettoniche, odissea in metro
L'avventura di Claudio da Dragoncello al centro di Roma: alla metro Spagna scale mobili bloccate

Una vera e propria odissea, quella di Claudio Palmulli, 27enne disabile, figlio del Palmulli conosciuto come ‘Mister Ok’, che ogni 31 dicembre si tuffa da ponte Cavour nel Tevere. L’avventura di Claudio tra le barriere architettoniche è davvero al limite dell’immaginabile: è stato costretto a farsi trasportare di peso sulla carrozzina per le scale mobili della stazione della metro A, Spagna, ferme a causa di un guasto all’impianto elettrico.

A seguire l’avventura di Claudio, il quotidiano La Repubblica e l’agenzia OmniRoma, insieme al consigliere di Roma Capitale a 5 Stelle Daniele Frongia, che ha appreso dei disagi di Claudio da una lettera pubblicata sul suo profilo Facebook, in cui si raccontavano le difficoltà del viaggio fino al Colosseo, sui mezzi pubblici, dalla sua abitazione a Dragoncello, in zona Acilia.

Per questo motivo, il consigliere Frongia ha organizzato un ‘viaggio pubblico’, per verificare e vivere insieme a Claudio queste difficoltà. Insieme a Claudio e a Daniele Frongia, anche Simone Carabella, amico del 27enne disabile. Presente anche, come si apprende, Gianluca Naso, responsabile della Pianificazione dei servizi di Atac. L’invito era stato esteso da Frongia, secondo quanto riferisce OmniRoma, a tutta la Giunta, sindaco Marino compreso, e ai 48 consiglieri. Sembra però che solo 3 assessori - Luca Pancalli (Qualità della vita), da 30 anni sulla sedia a rotelle, Marta Leonori (Roma Produttiva), Paolo Masini (Lavori Pubblici) - e il consigliere della Lista Civica Marchini Alessandro Onorato abbiano accolto l’istanza.

“In viaggio con Claudio. Alla stazione di Spagna i primi problemi: assenza di ascensori e di bagno. E scale mobili ferme a causa di un black-out. Abbiamo avuto anche dei problemi con delle borseggiatrici, ma questa è un'altra storia” – scrive nel corso della mattinata di sabato sul suo profilo Facebook Daniele Frongia.

Infatti, dalla sua abitazione alla stazione di Acilia, di grossi problemi non ce ne sono. Se non, come riferisce OmniRoma, che la pedana del bus che trasporta Claudio alla stazione è perfettamente funzionante, ma lo si scopre solo a corsa terminata, quando è stato Gianluca Naso a chiederlo all’autista. Alla stazione, ad attendere Claudio, l’addetta del Customer Care di Atac; un servizio, questo, che si può richiedere contattando lo 0657003, “oppure segnalandolo su Twitter a @infoatac” – come informa lo stesso Naso.

Scrive OmniRoma: “Durante il tragitto il ragazzo chiama in causa Marino: ‘Sarebbe stato bello fosse venuto il sindaco qui, eh, tempo per organizzarsi ne aveva… vorrei andarlo a trovarlo in Campidoglio’ ”.

Il resto del viaggio, a Piramide prima e a Termini poi, prosegue senza troppe difficoltà. Almeno stavolta, e perfino in quell’ascensore che la scorsa volta, Claudio, aveva trovato sporco, pieno di escrementi. Ma poi c’è la stazione Spagna ad attendere i viaggiatori. Qui, non ci sono ascensori né montacarichi. In più, il guasto elettrico di cui parlavamo sopra, che ha bloccato le scale mobili.

Riferisce ancora OmniRoma: “Claudio non si tiene: ‘È veramente uno schifo. Se non c’era Simone come facevo? Sarei rimasto lì mezz’ora, non c’è nulla per aiutare chi è in difficoltà, neanche un bagno qui’. Al sindaco e alle istituzioni sottolinea: ‘Non è una battaglia personale, lo faccio per i disabili che non hanno nessuno che li possa aiutare, e che hanno difficoltà nel muoversi quotidianamente nella Capitale’. Mentre Frongia afferma: ‘Bisogna iniziare a fare cose concrete: chiederemo all’Aula e alla Giunta un piano di interventi con date certe. Spero sia una battaglia di tutti’ ”.

Perché che Roma non sia una città a misura di tutti, lo testimonia anche l’episodio di qualche giorno fa, che ha visto protagonisti Micaela Quintavalle, conducente Atac e presidente del sindacato Cambia-Menti m410, e un 48enne disabile, costretto ad aspettare sotto il sole più di mezz’ora per trovare una chiave che attivasse la pedana disabili, mentre Micaela tentava il tutto e per tutto pur di trovare una soluzione al problema che si era verificato.

Il viaggio di Claudio si è concluso in piazza Montecitorio, dove da mesi sono accampati i fratelli Biviano in forma di protesta, per chiedere il libero accesso alle cure Stamina. 



*Foto Facebook Daniele Frongia


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