INTERVISTE
M5S verso le elezioni europee, una sfida anche italiana
Intervista a Fabio Massimo Castaldo, candidato al Collegio Centrale per le elezioni europee del 25 Maggio
Fabio Massimo Castaldo

Continuano le interviste di Romait ai candidati al Collegio Centrale per il Parlamento europeo, in vista delle elezioni del prossimo 25 Maggio. Oggi intervistiamo Fabio Massimo Castaldo, MoVimento 5 Stelle, 28enne laureato in Giurisprudenza, con doppia laurea italiana e francese.

Di euro criticismo ed euroscetticismo ormai parlano tutti. Perché, tra i vari partiti che si fanno promotori di battaglie contro questa Europa, gli italiani dovrebbero scegliere il MoVimento 5 Stelle?
Perché noi abbiamo un approccio costruttivo e non siamo qui per prendere in giro gli italiani. Francamente, trovo ridicolo che il PD o Forza Italia oggi critichino i trattati che loro stessi hanno firmato e poi votato in Parlamento; oppure, come nel caso di Giorgia Meloni, si sono astenuti, ad esempio sul Fiscal Compact.
Noi non vogliamo uscire dall’euro ad ogni costo, ma non vogliamo neppure rimanerci a qualsiasi prezzo. Il M5S ha detto che il sistema attualmente non è sopportabile, i tagli imposti dal Fiscal Compact non sono più sostenibili per l’Italia perché il PIL continua a decrescere e il debito pubblico, in valore assoluto, continua a salire. E non potremo permetterci di pagare i famosi 30, 35, 40 o 50 miliardi di euro, scopriremo l’anno prossimo quanti sono. Anzi, al contrario, dovremmo fare manovre anticicliche per investire nell’economia  e rilanciare i consumi interni. Vogliamo anche far saltare il pareggio di bilancio, per gli stessi identici motivi. E queste non sono invenzioni del Movimento, perché lo dicono illustri nomi dell’economia, dal momento che (il pareggio di bilancio, ndr) impedisce di fare quelle manovre keynesiano di cui avremmo bisogno in questo momento. E invece noi  vogliamo rilanciare i consumi interni, l’agricoltura, l’allevamento, impostare in modo diverso la PAC (Politica Agricola Comune, ndr), puntare su filiera corta o biologico. Se tutto questo rimarrà inascoltato dai nostri partner europei, allora saremo pronti anche alla scelta più drastica di proporre un referendum sull’euro. Ma sia chiaro: noi non diremo ‘bisogna uscire dall’euro’; noi cercheremo di spiegare alla popolazione, nel modo migliore possibile, quali sono i modelli alternativi, quali le conseguenze, cosa comporta rimanere nell’euro o uscirne.
 

E a chi controbatte sostenendo che il referendum consultivo non è contemplato in Costituzione, cosa rispondete?
Che è falso, perché è vero che non è menzionato dall’art. 75 della nostra Costituzione, ma è anche vero che ce ne fu uno già nel 1989. Se si approva una legge che ha lo stesso valore e lo stesso rango della Costituzione, secondo la procedura prevista dall’art. 138 della Costituzione, è possibile un referendum consultivo che sia orientamento politico al Governo. Nell’89, votammo per decidere se dare o meno natura costituente alla legislatura dell’allora Parlamento europeo. Vinsero i ‘sì’ ma poi, per altri motivi storici non si diede seguito al referendum e non fu più redatta una costituzione europea mediante il lavoro del Parlamento europeo. Ma questo vuol dire che il referendum si può fare, e credo che nessun cittadino degno di questo nome dica che non si può dare parola al popolo su un tema simile, un tema così importante, che ha avuto un impatto così notevole e devastante sulle nostre vite. E attualmente la BCE non ci permette giochi di svalutazione che avremmo potuto dare se avessimo avuto la moneta nazionale, e che ci avrebbero aiutato a farci uscire dalla crisi.


Sull’immigrazione, cosa dirà il MoVimento 5 Stelle in Europa?
Rimarremo coerenti con quanto detto in Italia. Però c’è da dire che quello dell’immigrazione, è uno dei classici esempi di vuoto dell’azione europea. Ed è inoltre inaccettabile che un’Unione, che si professa politica e che ha preso un premio Nobel per la Pace, se ne freghi e dica che quello dell’immigrazione è un problema di cui devono occuparsi solo i Paesi della sponda Sud. Se dobbiamo essere un’Unione politica in prospettiva, è proprio di temi come questo che dobbiamo occuparci. Ci vogliono impegno e un’azione comune, e poi bisogna che anche i Paesi del Nord si assumano le loro responsabilità, perché la desertificazione, la povertà, l’emarginazione e la sofferenza dei Paesi dell’Africa non dipendono solo dall’Italia, dalla Spagna e dalla Grecia. Noi abbiamo la sfortuna di ritrovarci alla frontiera. Il nostro progetto è quello di concepire un Mediterraneo come percorso di scambio tra popoli,  come scambio di culture, di conoscenza, e anche di commercio, come nel passato. Per fare questo, l’Unione deve rioerientare il suo asse, e non guardare solo verso Nord e verso Est, ma anche verso Sud e verso Ovest.


Quindi un’Europa Mediterranea, con Italia come capofila dei Paesi del Sud, è possibile? È un progetto da tenere in considerazione?
Purtroppo io ricordo con molta chiarezza le parole di Angela Merkel, quando disse che se la Francia avesse insistito su quella china, ci sarebbero state frizioni e conseguenze pesanti per la stabilità e la coesione dei Paesi dell’Unione europea, poiché lei aveva intenzione di guardare solo a est. Mi sembra inaccettabile, è un ragionamento egoista. Noi, invece, dobbiamo fare in modo che tutti i paesi dell’Unione abbiano la stessa dignità, ma dobbiamo anche fare in modo che ci siano due perni, due fulcri, uno a nord e a est, ma anche uno a sud, nel cuore del Mediterraneo. Non possiamo accettare che il Mediterraneo venga visto solo come frontiera di morte e disperazione. E per fare questo, bisognerà  che l’Unione intervenga in maniera massiccia per favorire la stabilizzazione dei Paesi della sponda Sud. E se non interverremo anche sui cambiamenti climatici, tra poco ci ritroveremo invasi da chi fugge non solo dalla fame, ma anche dalla desertificazione.


Il MoVimento 5 Stelle aderirà al fronte Lepenista?
Il M5S non vuole avere niente a che fare con movimenti di estrema destra, specie se xenofobi. Il M5S ha una visione molto chiara di democrazia, che parte dal basso e chiede la partecipazione dei cittadini. Noi siamo disposti a dialogare con tutti a prescindere. Ciò che è certo, è che non aderiremo a nessuno dei gruppi attualmente esistenti, perché riteniamo che nessuno di loro possa rispecchiarsi in un’esperienza così peculiare come la nostra. Non escludiamo in alcun modo che si possa costituire un nuovo gruppo che adotti un sistema più consono a quelli che sono i nostri valori e le nostre istanze. Vediamo chi sarà eletto negli altri Paesi e se ci sarà la possibilità di trovare 25 europarlamentari di 7 Paesi diversi che condividono il nostro modo di fare politica, saremo ben felici di creare un nuovo gruppo. Anche perché avere un gruppo vuol dire avere un vantaggio, altrimenti nemmeno si possono presentare emendamenti, ogni volta bisognerebbe trovare 40 firme.


Come lo vedi questo 25 Maggio?
Il 25 Maggio è una tappa fondamentale per il MoVimento 5 Stelle e di riflesso per tutto il Paese, perché se noi centreremo la vittoria, vorrà dire che il popolo italiano ci sta chiedendo di essere forza di governo. Se accadrà, ci assumeremo le nostre responsabilità, siamo già pronti e non ci tireremo indietro.


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