AMBIENTE
Raffaella degli squali
La affascinante storia di Raffaella Schlegel e dei suoi squali e della sua vita dedicata all'oceano
Raffaella Schlegel

“Quando cerchi uno squalo non lo vai mica a cercare a terra..!”. In una scena del celeberrimo film di Spielberg, Hooper, il biologo marino, si era rivolto così ad uno sbronzo Capo della polizia di Amity, Brody prima di imbarcarsi per cercare il mostro marino protagonista della pellicola.
Deve aver pensato più o meno la stessa cosa anche Raffaella quando, un giorno del 2004, è arrivata in Sud Africa e si è immersa in mezzo agli squali.
Lei, però, non stava cercando un mostro, stava cercando se stessa.

Ma andiamo con ordine, Raffaella Schlegel è una bella ragazza italiana che ha una vera passione per l'acqua. “Fin da piccola, ricorda Raffaella, ho sempre avuto una forte attrazione per mare, piscina, insomma tutto ciò che fosse liquido. Era il mio elemento e, quando potevo, ci sguazzavo felice”.
Da piccola inizia a nuotare e già ad otto anni entra nell'attività agonistica. A tredici è nella Nazionale di nuoto e a quindici gareggia agli Europei!
Una carriera ricca di soddisfazioni che terminerà all'età di venti anni quando la sua vita cambierà strada. “Avevo il desiderio di immergermi, di fotografare il mondo marino ma, qualche volta, la vita prende direzioni inaspettate, continua Raffaella, e così ho iniziato a dedicarmi al settore della moda come stilista dove ho fatto carriera”. Le cose, anche in quel campo, andavano a gonfie vele “ma la mia passione per il mare era sempre più forte”.

Così, nel 2001, durante un viaggio in Egitto, per Raffaella inizia la svolta decisiva per la sua vita. “In Mar Rosso, racconta, ho incontrato il mio attuale compagno, Dietmar, che era lì per lavoro con una grossa produzione. La sua passione per il mare mi colpì subito e iniziammo a frequentarci. Lui cominciò a insegnarmi i segreti del mestiere, la fotografia subacquea e le altre tecniche che utilizzava. Possiamo dire che da quella vacanza è partito tutto. La mia nuova vita che finalmente mi aveva portato a contatto con il mare e gli squali che adoravo”.

Oggi, Raffaella, è un nome molto noto in tutto il mondo grazie anche alle sue fotografie che ritraggono squali tigre, toro, zambezi e balene che vanno ben oltre il “semplice” contatto con l'animale più o meno pericoloso. Le sensazioni ed emozioni che la stessa Raffaella prova in ogni immersione sono le stesse che vuole e cerca di trasmettere con i suoi scatti.
Dal 2005 vive ad Unkomaas, sul versante sudafricano dell'Oceano Indiano dove, con il compagno, dirige il Blue Rush e accompagna sub e appassionati dai suoi squali.

Sicuramente d'effetto vedere Raffaella a tu per tu con uno squalo tigre di quattro o cinque metri, protetta solo dalla sua macchina fotografica. “Per me lo squalo tigre, ci dice a proposito, rappresenta l'essenza della forza, dell'equilibrio e della fragilità. Il tutto in un mix di straordinaria bellezza e imponenza. Quando fotografo in acqua, continua, mi lascio guidare dalla passione e dai sentimenti. Solo così riesco a cogliere l'attimo e renderlo arte”.

Sono quasi tre anni che la Schlegel non faceva più ritorno nella sua Italia, presto tornerà per un breve periodo e farà tappa anche a Roma. Quì è prevista una conferenza assolutamente da non perdere, ricca di racconti, fotografie e filmati originali che Raffaella terrà in compagnia del sottoscritto il 21 novembre prossimo. Un'ottima occasione per conoscere il mondo degli squali e degli oceani raccontati da chi li vive ogni giorno perché “L'acqua per me è VITA e gli squali sono la mia energia”. Firmato Raffaella Schlegel.


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