PRIMO PIANO
Salvini, sì al processo: scelta miope che rende i giudici padroni della politica
Sul caso Gregoretti la maggioranza in Senato vota per mandare in tribunale il Capitano: senza capire che questo è il “crepuscolo della democrazia”

«Siamo al crepuscolo della democrazia». Così, citando Montesquieu, Giulia Bongiorno, senatrice leghista e legale del segretario del Carroccio Matteo Salvini, ha arringato i colleghi di Palazzo Madama durante il dibattito sul caso Gregoretti. Una discussione che, era il ragionamento, va ben oltre la circostanza contingente della richiesta, da parte del Tribunale dei Ministri di Catania, di processare l’ex titolare del Viminale per sequestro di persona in relazione ai 131 migranti che, lo scorso luglio, furono trattenuti sulla nave della Marina Militare italiana per tre giorni.

«Qui da una parte abbiamo un Ministro, dall’altra il potere giudiziario che lo vuole processare. La legge però dice che i giudici siamo noi senatori, se non lo capiamo non capiamo nulla» ha tuonato la Bongiorno, aggiungendo che «da un po’ di tempo il Parlamento sta scappando da alcune sue responsabilità, quasi che ci vergognassimo delle nostre funzioni. Stiamo svuotando di valore le nostre funzioni».

L’appello, com’era prevedibile, è caduto nel vuoto. Troppo forte, per la maggioranza rosso-gialla, la tentazione di provare ancora una volta a «eliminare il suo avversario per via giudiziaria», come da stoccata del Capitano: e del resto, Oscar Wilde sosteneva che «l’unico modo per resistere alle tentazioni è cedervi».

Via dunque l’ipocrita maschera da garantisti un tanto al chilo che, per esempio, il segretario dem Nicola Zingaretti aveva indossato un mese fa affermando che «gli avversari politici si sconfiggono con la politica e non con le manette». O quella del leader di Italia Viva Matteo Renzi, che sulla riforma della prescrizione continua ad accusare il Pd di piegarsi al giustizialismo grillino, salvo poi votare a sua volta per mandare in tribunale l’ex Ministro dell’Interno «anche se fatico a vedere un reato» ha precisato.

Sta tutta qui la differenza antropologica e culturale tra i protagonisti. «Gli avversari si battono, in democrazia, alle urne e non nelle aule dei tribunali. Questo insegna la nostra storia e la storia della democrazia» ha ricordato Salvini. «Io mai nella vita chiederò che siano i giudici a giudicare Conte, Zingaretti o Di Maio. Il giudizio che conta è quello del popolo».

È vero, lo stesso leader leghista aveva chiesto di essere processato. Lo ha ribadito in Senato, dopo aver precisato di aver agito per difendere la Patria: sono stufo «di impegnare quest’Aula con il caso Diciotti, Gregoretti, Open Arms e chissà quanti altri ne arriveranno su una questione per me talmente ovvia. Chiariamo una volta per tutti davanti ai giudici se ho fatto il mio dovere o sono un sequestratore».

La Lega, in ossequio a questa linea, non ha partecipato alla votazione, a cui non ha presenziato neppure il Governo. Non era tenuto a farlo, ma non ha certo dimostrato un coraggio leonino.

Quello che servirà - e per davvero - se, in un futuro attualmente inimmaginabile, la miopia della scelta di oggi dovesse ritorcersi contro chi l’ha voluta compiere a ogni costo. Perché «la ruota gira» ha ammonito Pierferdinando Casini. «Quello che capita a Salvini può capitare a Zingaretti domani o a qualcun altro».

Ed è proprio questo il punto focale della questione: una volta che, per meri e meschini calcoli elettorali (che oltretutto potrebbero rivelarsi un boomerang di per sé), la politica abdica in favore della magistratura, rendendo le toghe i veri e assoluti padroni della democrazia - non c’è marcia indietro.

In gioco, cioè, non c’era solamente il destino del Capitano, bensì l’autonomia della politica, la separazione e l’indipendenza dei poteri costituzionali. Ciò a cui gli azionisti di maggioranza del BisConte hanno pavidamente rinunciato per l’avita incapacità di coagulare consensi, rischiando di aver creato un mostro infinitamente peggiore.

Ed è così, come notava già il personaggio di Padmé Amidala in Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith, «che muore la libertà: sotto scroscianti applausi». Complimenti vivissimi.

Caso Gregoretti. Pura follia, processare Matteo Salvini per sequestro di persona

Bimbo disabile escluso dal catechismo: la Chiesa teme il corpo e la disabilità?


ARTICOLI CORRELATI
Maggioranza furiosa per il voto decisivo della presidente Casellati contro il rinvio. Ma la rabbia nasconde il terrore per il possibile trionfo leghista alle Regionali
Il Pd, terrorizzato dalla concreta possibilità di perdere la Regione rossa, chiede il rinvio del voto in Giunta per far processare Salvini. Il Capitano: "Siete senza dignità"
Caos Gregoretti, la maggioranza terrorizzata dall’effetto sulle Regionali diserta il voto in Giunta. E poi inventa una narrazione che mistifica la realtà
I PIU' LETTI IN POLITICA
GIORNO SETTIMANA MESE
1
L’emergenza non ferma le polemiche sterili, politiche e non solo. Ma l’ottimismo del Presidente Mattarella può essere più contagioso del virus
Data di pubblicazione: 2020-04-01 08:22:46
1
È quasi uno slogan, ormai: “niente sarà più come prima”. E Aldo Cazzullo, sul Corriere della Sera, annuncia anni durissimi
Data di pubblicazione: 2020-03-30 17:08:41
2
Dopo il nuovo monito di Mattarella, l’affondo del Premier Conte: “Vicini al punto di non ritorno”. E qualcuno nel Continente inizia a fare retromarcia…

Data di pubblicazione: 2020-03-31 08:36:35
3
"Entro la fine della settimana dovrebbero arrivare altre 100mila mascherine da smistare alle strutture capitoline e alle società partecipate"
Data di pubblicazione: 2020-03-30 12:45:40
4
"Le verifiche si fanno dopo, finita l'emergenza. Intanto zero burocrazia e zero perdite di tempo. 1000 euro a chi dichiara di averne bisogno. Subito!"
Data di pubblicazione: 2020-03-30 17:29:54
5
"E' significativo che il governo abbia sentito l'esigenza di intervenire solo dopo che gli organi di sicurezza hanno segnalato seri rischi per l'ordine pubblico"
Data di pubblicazione: 2020-03-29 18:36:55
1
L’emergenza non ferma le polemiche sterili, politiche e non solo. Ma l’ottimismo del Presidente Mattarella può essere più contagioso del virus
Data di pubblicazione: 2020-04-01 08:22:46
Romait.it è un marchio di Associazione Culturale "Un Giorno Speciale".
Autorizzazione Tribunale di Velletri n°6/14 del 18/04/2014

Direttore: Francesco Vergovich
P.IVA e C.F. 09678001000
info@romait.it

[ versione mobile ]