SPELACCHIO COME CAPO DI STATO
Roma, Raggi accende Spelacchio, fischi tra la folla per l'impazienza dell'attesa
Intanto i romani si domandano se non ci siano priorità maggiori come quelle relative alla viabilità, le buche, gli avvallamenti del manto stradale

Virginia Raggi ha acceso Spelacchio, l'albero di Natale che brillerà fino al 6 gennaio in piazza Venezia. Migliaia di cittadini hanno partecipato alla cerimonia di inaugurazione, aperta dal coro delle voci bianche del Teatro dell'Opera. Dopo una serie di brani natalizi, la sindaca della città ha imbucato una letterina di Natale in una cassetta postale posta ai piedi di Spelacchio.

Con quel gesto si sono accese le luci dell'albero e le luminarie in via del Corso. Novità dell'anno è l'ufficio postale in legno accanto a Spelacchio. Da domani i bambini potranno depositare qui le lettere di Natale. Palco, visita delle autorità, presidio di controlli, non in occaione di una visita di un capo di Stato, piuttosto del caro "Spelacchio", nome ironico dell'ormai tradizionale albero di Natale capitolino.

"Auguri di un sereno Natale. Finalmente, come ogni 8 dicembre, siamo qui per accendere 'Spelacchio' l'albero più famoso e simpatico del mondo. Spelacchio ci accompagna anche quest'anno e per la prima volta i bambini potranno portare una letterina in un ufficio postale molto particolare", ovvero una casetta posizionata ai piedi dell'abete. Così la sindaca di Roma dal palco di piazza Venezia, si è rivolta alla folla raccolta davanti all'albero. Poco prima si era levato qualche fischio per il protrarsi dell'esibizione della scuola del Coro del Teatro dell'Opera e per l'impazienza di vedere illuminato l'albero.

Intanto i cittadini di Roma si domandano se non ci siano priorità maggiori come quelle relative alla viabilità, le buche che costringono gli scooter agli slalom, gli avvallamenti del manto stradale, o l'annosa questione dei rifiuti o ancora le periferie da riqualificare e l'emergenza abitativa, e rendere le strade agibili ai disabili e le scuole sicure per bambini e ragazzi. 
(Anb/ Dire) 


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