STORIE D'ITALIA
Italiani, l'imprenditore bresciano ai Caraibi: "Mollo tutto ma non il salame"
Un imprenditore dolciario bresciano s’è messo in testa di fare salami e stagionarli in una grotta nel suo Villaggio Turistico ai Caraibi

Un imprenditore dolciario bresciano s’è messo in testa di fare salami e stagionarli in una grotta nel suo Villaggio Turistico ai Caraibi

Come italiani siamo particolarmente affezionati ai salumi, siano essi insaccati o meno, e quando all’estero non li troviamo, cerchiamo di procurarceli in ogni modo. Importare salumi dall’Italia però costa caro ed è per questo che molti connazionali emigrati hanno trovato il modo di mantenere vive le nostre conoscenze culturali e tecnologiche, nei paesi che li hanno ospitati. Finché si tratta di Canada, Stati Uniti e Argentina o paesi del Nord Europa, non ci sono eccessivi problemi, a parte il reperimento della materia prima ma fare salami ai Caraibi è davvero una impresa che merita l’applauso. Ecco perché mi ha colpito l’idea di Sergio Boschetti, 59 anni, bresciano di Gussago, di mettersi a fare salami a Las Galeras, nella provincia di Samanà, in Dominicana, dove è sempre estate e le temperature variano tra i 23 e i 30° tutto l’anno.

Sergio Boschetti in una delle sue cuevas

Non è il primo a fare questa pensata. Già un macellaio friulano, Domenico Forgiarini, di Tolmezzo, emigrato prima in Canada e poi in Giamaica, a Negril, c’era risuscito ma realizzando soprattutto salcicce.

Sergio vuole andare oltre, è un imprenditore dolciario, con tanto di fabbrica da 5 milioni di euro di fatturato annuo a Bellingo, che ad un certo momento della sua vita s’è stancato di essere assoggettato ai ritmi di lavoro e ha pensato che la vita è degna di essere vissuta, senza essere schiavi degli orari, delle riunioni, dei continui balzelli da pagare e delle file in auto.

Aveva scoperto la bellezza di questo angolo della Repubblica Dominicana e ha deciso di trasferircisi, nel 2008, creando una nuova famiglia con Ynelki e due nuovi figli di 7 e 4 anni. Da qualche anno lo ha raggiunto il figlio Andrea di 27 anni che ha fatto le stese scelte del padre ma, per suo merito, con largo anticipo. L’altra figlia Alessia di 15 anni è rimasta invece con la madre a Gussago ma chissa…?

Ha deciso di costruire un villaggio turistico (Las Galeras Village) partendo da una collina, dove c’è una grande pianta, che lui mi ha detto chiamarsi Grigri ma a me risulta che il Grigri sia un tipo di palma, mentre quella pare più una Saboneteira ovvero una “Sapindus saponaria”, un albero che può arrivare a 12 metri di altezza. 

Comunque sia, questa enorme pianta, che domina il paesaggio tutto attorno, fino all’oceano, distante non più di un chilometro, gli ha dato l’energia e l’ispirazione giusta. Ha trovato un fiume di acqua potabile che scorre 65 m sotto terra e ha pensato di rendersi indipendente anche dalla fornitura di energia elettrica, con i pannelli fotovoltaici, che gli forniscono 1600 KW mensili. Con tutto questo manda avanti un villaggio immerso nella natura, con una villa padronale e una per gli ospiti, più 9 ville completamente accessoriate, una grande piscina, un maneggio, un orto e un ristorante che serve ai clienti del villaggio. In genere sono suoi ex dipendenti o amici e conoscenti della sua terra d’origine ma la voce corre e il giro si allarga.

Sergio, da buon italiano, ama i piaceri della tavola, cerca di non farsi mancare mai degli ottimi vini Baroli, Gewurztraminer, Vermentini di gallura, Brunelli di Montalcino, Satén Franciacorta, ottimi Prosecchi di Cartizze, Amaroni, Chateneuf du Pape, Moet&Chandon e via dicendo, quasi irreperibili in loco. Alla sua tavola trovate la bottarga di Cabras, il tartufo bianco pregiato, le buone paste artigianali, i prosciutti friulani, i dolci, insomma tutto quello di cui ha sempre goduto in passato e che ha ritenuto degno anche della nuova vita ai Caraibi. Ma come procurarseli? O sono gli amici ha portare queste leccornie nei loro viaggi dall’Italia o sono onerose spedizioni di prodotti cui deve ricorrere. Ma l’imprenditore non si ferma davanti a una difficoltà e rimane pur sempre uno che deve vincere la sfida.

Nella sua tenuta di 35.000 mq scopre una grotta sotterranea, qui si chiamano “cuevas” e ne è pieno il paese. Un tempo gli antichi indios “Tainos” ci si riparavano dal sole e dalle intemperie. Non mancavano infatti tempeste di pioggia e anche uragani, oggi molto ridotti, ormai viaggiano su rotte a largo, nell’oceano. Sergio ha visto nella sua cueva una grotta ideale per la conservazione dei vini e ha pensato anche di farne un luogo di stagionatura di salumi e formaggi.

Intanto l’ha attrezzata con un piano per accogliere gli amici e degustare i prodotti importati ma vista la sua aereazione naturale e l’umidità delle rocce, la sta attrezzando affinché si trasformi in un locale a temperatura controllata (sui 20°), con l’aiuto di un tecnologo alimentare, specializzato nella conservazione delle carni, anche amministratore della sua azienda italiana: Ivano Lattucchella. Nell’attesa di studiare la maniera più opportuna per realizzare le sue salcicce e i suoi salamini e conservarli gelosamente nella cueva, intanto si è procurato una insaccatrice in ghisa a manovella, ha realizzato un attrezzo che ha la parvenza di un gabbiotto, dove ha già sperimentato l’affumicatura di un formaggio al tartufo (con scaglie di tartufo toscano non con prodotti chimici) e dove intende affumicare alcuni dei pesci che, con i suoi amici sardi, va a pescare nell’Oceano Atlantico (tonni, bluemarlin, aguglie..).

Con un caseificio locale ha cominciato a produrre gustosi fiordilatte, che utilizza nel  ristorante del Villaggio e con il latte che recupera dagli allevatori locali, cerca di produrre altri formaggi di cui va ghiotto, uno lo ha nominato Galzola, ovvero un gorgonzola fatto a Las Galeras. A Sergio non mancano le idee e pensando che i suoi clienti potrebbero stancarsi di mangiare sempre nello stesso luogo, ha rilevato un ristorante nel centro del paese e ne sta facendo anche un locale per imparare a ballare salsa e bachata con due insegnanti campioni. Si chiamerà “Me Gusta”. Se andate da quelle parti non godrete solo delle 7 più belle spiagge della Repubblica Dominicana, da Playa Rincon a la Playta a Playa Fronton ma potrete ballare la bachata, pescare nell’Oceano, fare gite a piedi e a cavallo e soprattutto mangiare italiano, formaggi e salami compresi.

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