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Rifornimento carburante: cosa cambia con la fatturazione elettronica
Chi voglia godere della detrazione dei costi del carburante deve effettuare i pagamenti dei rifornimenti con mezzi tracciabili

Rifornimenti di carburante: cosa cambia per i clienti con  fatturazione elettronica

La Legge di Bilancio del 2017 impone che dal 1 gennaio 2019, i professionisti ed i possessori di partita IVA che vogliano godere della detrazione dei costi del carburante effettuino i pagamenti dei rifornimenti con mezzi tracciabili. Questa decisione è stata presa dal Governo con l’intento di contrastare l’autocertificazione dei costi che risultava spesso fittizia e i fenomeni di evasione fiscale. Resta comunque possibile pagare in contanti, ma in questo caso non sarà possibile richiedere alcuna deduzione sui costi del carburante.

E’ stato imposto il pagamento con mezzi tracciabili in quanto la stessa legge prevede che dal 2019 vi sia anche l’obbligo di fatturazione elettronica, ottenibile solamente in seguito al pagamento con uno di essi. Quest’ ultima deve essere rilasciata in seguito ad ogni rifornimento dalla stazione di servizio al fine di certificare l’avvenuta compravendita di carburante.

I metodi di pagamento tracciabili: quali sono e quali vantaggi comportano

I mezzi di pagamento tracciabili sono in generale tutti i mezzi di pagamento elettronici. Per potere avere la deduzione sulle spese effettuate dunque è necessario pagare con uno dei seguenti metodi:

  • carte di credito/debito o prepagate;

  • bonifici bancari;

  • vaglia postali;

  • assegni circolari;

  • sistemi online (come PayPal o App per smartphone);

  • altri dispositivi elettronici (ad esempio Telepass Pay).

In seguito ad ogni pagamento è necessario allora richiedere la fattura elettronica, e ad ogni rifornimento ne dovrà corrispondere una. Se il pagamento viene effettuato con uno dei mezzi personali quali la propria carta di credito, la gestione delle fatture sarà completamente a carico proprio. La fattura sarà rilasciata dal benzinaio e dovrà poi essere inviata all’Agenzia dell’Entrate che in seguito ai dovuti controlli avvierà le procedure di rimborso. Possiamo immaginare adesso che i professionisti che utilizzano giornalmente un’autovettura per spostarsi, effettuano numerosi rifornimenti. Essi avranno da gestire dunque un elevato numero di fatture ed il tutto si traduce in una mole di lavoro che porta via non poche ore. Quanto detto però può essere semplificato pagando con un’altra novità introdotta dalla Legge di Bilancio, ovvero la carta carburante.

Quali nuovi strumenti?

Con l’entrata in vigore delle nuove norme, dal 2019 abbiamo detto addio alla scheda carburante cartacea, un documento di rendicontazione delle spese carburante effettuate. A sostituirla c’è tutta una serie di nuovi strumenti, che consentono di effettuare pagamenti tracciabili così come previsto dalla normativa.

Si va dalle carte carburante (divise in monomarca, multimarca ed universali), che promettono di avere la stessa utilità delle vecchie schede, alle carte prepagata, che consentono di venire utilizzate in una vasta gamma di situazioni, semplificando notevolmente la gestione delle spese lavorative.

Va da sé che sono consentiti un gran numero di strumenti di pagamento elettronici. Molti di questi servizi, poi, hanno il valore aggiunto di snellire il processo di rendicontazione fiscale, mettendo a disposizione degli utenti piattaforme specifiche e strumenti per raccogliere e catalogare le fatture ricevute.

Sintesi sulle percentuali di detrazione

Le percentuali di detrazione sui costi variano dal 40% al 100% in base al tipo di autovettura, al peso, numero di posti e tipo di uso che ne si fa, se promiscuo o esclusivo. La percentuale è al 40% se l’autovettura non supera le 35 tonnellate ed il numero dei posti sia limitato a otto ai quali va aggiunto quello del conducente. La percentuale invece sale al 100% se l’auto è utilizzata come taxi, se è a noleggio/leasing, utilizzata in scuole guida o da agenti di commercio. Ricordiamo inoltre che le detrazioni possono essere effettuate solo sui costi avuti dagli spostamenti con un' autovettura aziendale , quindi è escluso qualsiasi tipo utilizzo di tipo privato.


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