COSTRETTI A LICENZIARE
Roma, 93% commercianti e residenti contro Ztl Tridente, sono in allarme
Mentre l'89% è contrario anche al rincaro dei parcheggi a pagamento in centro storico a 3 euro l'ora

Commercianti, dipendenti e residenti tutti contrari alla Ztl nel Tridentino, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 2 maggio. A dirlo è un sondaggio realizzato dalla Fiepet Confesercenti che ha chiesto a 8.560 persone di dire la loro sulla nuova misura voluta dalla Giunta Raggi.

Il campione, formato da 5.337 esercenti (55%), 2.180 dipendenti (27%) e 1.043 residenti (18%), ha risposto in modo netto: il 92,7% è contrario alla Ztl A1 che tra l'altro limita l'ingresso anche a motorini e scooter, mentre l'89% è contrario anche a un altro quesito posto dall'Associazione di categoria che riguarda il rincaro dei parcheggi a pagamento in centro storico a 3 euro l'ora.

"Abbiamo voluto fare questo referendum per capire al meglio le problematiche dei commercianti e dei pubblici esercizi. Abbiamo raccolto le loro preoccupazioni, gli esercenti sono spaventati da quello che potrà succedere", ha detto oggi il presidente di Fiepet Confesercenti, Claudio Pica, che per conto della categoria ha chiesto un intervento dell'amministrazione capitolina e della Giunta Raggi.

"Altrimenti se questa misura entrerà in vigore così com'è, i commercianti saranno costretti a licenziare. Siamo in allarme". La richiesta però non riguarda soltanto la Ztl e il prolungamento dell'orario di limitazione, ma si allarga al resto dei problemi della città che "ha bisogno di essere rilanciata e tolta dal degrado in cui versa di cui ormai parlano tutti i giornali del mondo, con un danno incalcolabile per l'immagine della città", ha aggiunto Pica.

Per adesso, la convocazione della categoria dalla sindaca "ancora non è arrivata. Ci danno il contentino dell'abbassamento dell'Irpef, ma preferiamo pagarlo tutto e non avere questo decadimento, perché una città senza investimenti è una città che muore".

In continuo confronto "perdente" con le altre capitali europee, gli esercenti romani chiedono di potenziare il trasporto pubblico prima di intervenire sulla Ztl, regole chiare e condivise per permettere lo scarico merci e l'allungamento del servizio della metropolitana per permettere a dipendenti e titolari delle attività commerciali di spostarsi con i mezzi pubblici.

E poi la sospensione del pagamento delle strisce blu nei giorni di sciopero degli autobus e la creazione di zone dedicate al parcheggio di moto, scooter e macchine servite da linee bus e collegate alle varie aree del centro. "Registriamo una grande preoccupazione degli imprenditori del Tridente e di tutto il centro storico.

Pensiamo che il Comune debba cambiare tipo di azione sul centro storico di Roma, che è uno dei più importanti d'Europa", ha aggiunto il presidente di Confesercenti Roma e Lazio, Valter Giammaria, per il quale "cosi' l'amministrazione uccide o mette in difficoltà le imprese, invece di valorizzarle come dovrebbe". Giammaria ha ricordato "le stazioni della metro chiuse" e anche i "soli 600mila euro della tassa di soggiorno che lo scorso anno sono stati dedicati al turismo.

Quest'anno forse saranno due milioni, ma quella tassa deve servire a investire sul settore". Da qui al 2 maggio, data in cui dovrebbe entrare in vigore la Ztl, già prorogata rispetto alla data del primo aprile, "se la sindaca non ci ascoltera' passeremo alle vie piu' forti, perché non è possibile che le imprese romane muoiano nella indifferenza di chi ci amministra e anche dell'opposizione".

L'idea è di scendere in piazza e di tentare una serrata, anche se "tra gli esercenti c'è rassegnazione mista a reattività. Sanno che questa è l'ultima spiaggia e se non avremo risposte sensibilizzeremo tutte le associazioni e le confederazioni. Questa misura- ha concluso Giammaria- ci farà subire delle perdite economiche del 15-20%, con la conseguenza che i commercianti dovranno licenziare i loro lavoratori. L'amministrazione vuole perdere i posti di lavoro? Poi però pagherà le conseguenze politiche quando ci saranno le elezioni". (Dip/ Dire)


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