GIUNTE A CONFRONTO
Pd Roma, dossier metà mandato Raggi: Poche delibere e metà sono nomine
Le spese di staff e consulenze ad assessorati e Giunte salgono costantemente, dall'8% speso nel 2016 al 39% del 2017 fino al 53% del 2018

È un calo drastico della produzione amministrativa del Campidoglio quello che emerge dai dati presentati oggi dal gruppo del Pd in Assemblea capitolina, che a due anni e mezzo dall'insediamento della Giunta M5S della sindaca Virginia Raggi ha confezionato un dossier di confronto di metà mandato con le amministrazioni di Ignazio Marino e Gianni Alemanno: 668 delibere di Giunta in 30 mesi di cui il 54% atti dovuti e 135 (più del 20%) per l'assunzione di personale, contro le 920 prodotte dall'amministrazione Marino (che di mesi ne durò solo 28) e le 1.189 approvate da quella Alemanno.

Stesso discorso per le ordinanze sindacali: Raggi ne ha firmate 564, di cui 318 per nomine e deleghe, contro le 695 di Marino e le 737 di Alemanno. Nel dossier, presentato oggi a via del Tritone dai consiglieri dem capitolini, guidati dal capogruppo Giulio Pelonzi e dal segretario romano Andrea Casu, si legge come le spese per staff e consulenze della Giunta siano lievitate negli anni: da poco piu' di 700mila euro nel 2016 a circa 3,5 milioni di euro nel 2017 per attestarsi ai quasi 5 milioni di quest'anno.

Capitolo Assemblea capitolina: nei primi 30 mesi di amministrazione Raggi l'Aula ha approvato più atti delle due consiliature precedenti, 432 contro i 226 dei tempi di Marino e le 308 di quelli di Alemanno, ma il 62% dei provvedimenti nell'era Raggi riguardano debiti fuori bilancio (245 contro i 50 di Marino e i 6 di Alemanno) e variazioni (24 a fronte delle 6 di Marino e delle 5 di Alemanno): 269 contro 163 delibere 'ordinarie'.

Oggi, ha detto Pelonzi, "lanciamo il grido d'allarme dei romani che vedono la Capitale toccare il fondo, lo dicono tutti gli indicatori da quelli del Sole 24 Ore fino a Camera di commercio e Anci che danno in rosso la crescita economica e del settore edilizio. La Giunta Raggi dopo 30 mesi ha dimostrato di non saper gestire il presente, a partire dalla macchina amministrativa, e di negare il futuro alla città, come si vede dalla produzione di delibere e ordinanze del sindaco.

Gli atti di governo della Giunta calano a 668 delibere, Marino nei suoi 28 mesi ne aveva fatte 920 e Alemanno 1.189, mentre l'Aula, se togliamo i debiti fuori bilancio che sono atti dovuti e le variazioni, ha prodotto 163 delibere contro le 297 di Alemanno e le 170 di Marino, mentre per quanto riguarda le ordinanze sono 564 quelle di Raggi contro le 700 di Marino e le 737 di Alemanno.

E dei pochi atti prodotti - ha sottolineato il capogruppo Pd - il 60% riguarda il personale e il Gabinetto del sindaco: mentre calano gli atti di governo, quindi, salgono gli atti legati al 'poltronificio'. Le spese di staff e consulenze ad assessorati e Giunte comunale e municipali e di tutti gli organi di servizio salgono costantemente, dall'8% del totale di oggi (oltre 9 milioni) speso nel 2016 al 39% del 2017, fino al 53% del 2018.

Non si governa Roma ma ci si concentra molto ad occupare le poltrone, con una grande incapacità e mancanza di voglia di ascoltare la città, le categorie e i problemi: oggi erano i pullman turistici, la scorsa settimana i lavoratori della Multiservizi, quella prima le associazioni per l'emergenza abitativa". Per tutto questo, ha spiegato Pelonzi, "facciamo un appello a tutte le forze progressiste civiche e politiche, non solo partiti ma comitati di quartiere e associazioni di categoria, per non spegnere ma dare forza a quella flebile fiammella di speranza dei romani affinché la Capitale non venga più dipinta come una città decadente, incapace di risollevarsi e alla periferia del progresso e dello sviluppo.

Nel nuovo anno lanciamo un percorso per l'individuazione di 10 punti per risollevare la città legati alle 10 tematiche e settori principali che illustriamo oggi, tra cui urbanistica, ambiente e rifiuti, trasporti e infrastrutture, produttività e sviluppo, sociale e cultura.

Da gennaio busseremo alle porte dei cittadini dicendo loro 'studiate con noi' i 10 passi per risollevare la città e 'dateci la forza' per portarli in Campidoglio affinché l'amministrazione li accetti, li metta in campo e inverta questa tendenza, altrimenti facciano un atto d'amore e lascino spazio a chi ama la città e vuole risollevarla".

 

 


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