PICCOLE STORIE ESEMPLARI
Una casa tolta ai Casamonica. Una del clan la occupa di nuovo. Presa!
L’immobile è a Roma, in vicolo di Porta Furba 55, ed era stato confiscato dai Carabinieri nel luglio scorso

Per metà è una cattiva notizia. Per l’altra metà è buona.

La metà cattiva, ma tutt’altro che sorprendente, è che i Casamonica non hanno ancora capito la lezione. Nonostante le recenti demolizioni "in serie" delle loro ville abusive, continuano a credere di poter spadroneggiare. Come se quei blitz fossero solo degli intermezzi occasionali che non cambiano un granché: passata la tempesta (mediatica) si torna alla situazione precedente. Che è di sostanziale impunità.

Di impunità statistica, si potrebbe dire: nella maggior parte dei casi la si fa franca, ogni tanto si finisce in galera. Ma siccome il clan è assai numeroso, nell’ordine del migliaio di membri, per uno che va in prigione e ci resta ne rimangono fuori tantissimi altri. I quali, non sapendo o volendo fare altro, proseguono imperterriti ad agire più o meno come al solito.

Il fatto di ieri è una cosa piccola. Ma indicativa di questo atteggiamento di delinquenza abituale. Una giovane donna del clan che occupa un’abitazione sequestrata al clan nel luglio scorso, confiscata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati, nel corso dell'operazione "Gramigna", e posta nella disponibilità dell'Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati. Disponibilità astratta, evidentemente.

La gentile signorina, o chi per lei, non si è lasciata scoraggiare. C’erano i sigilli e sono stati eliminati. C’era, com’è ovvio, una serratura, ed è stata scassinata. Oplà (o come diavolo si dice in lingua sinti) e tanti saluti ai Carabinieri, all’Agenzia, alle autorità tutte dello Stato italiano. Quei poveri scemi che ancora ci credono, di poterci fermare.

Casamonica e non solo. L’antidoto è la repressione immediata

Ma eccoci alla metà positiva.

Ieri la violazione è venuta alla luce. Durante un’indagine nella zona, condotta anch’essa dai carabinieri ma questa volta di Roma, l’immobile sito in vicolo di Porta Furba 55 è stato controllato. Ed è saltata fuori l’occupazione illegale. La 19enne è stata identificata e a quanto si apprende si tratterebbe della fidanzata del figlio di Giuseppe Casamonica. In pratica, la "nuora" del capoclan. Uno che prima dell’inchiesta di Mafia Capitale era indicato come uno dei quattro re di Roma, insieme a Massimo Carminati, Giuseppe Fasciani e Michele Senese.

Il resto è facilmente prevedibile: l’abitazione è stata liberata, si è messa a posto la serratura, si sono ripristinati i sigilli, e si è riconsegnato il tutto al personale dell'Agenzia Nazionale dei Beni sequestrati.

La parte buona della notizia è appunto questa. L’abuso è stato perpetrato ma è stato anche rilevato. E neutralizzato. Venuto a sapere dell’operazione, Matteo Salvini l’ha prontamente rilanciata su Twitter. Scrivendo “Roba da matti! Una donna del clan Casamonica rompe i sigilli, sfonda e rioccupa. Sgomberata, di nuovo. Toglietevelo dalla testa: la legalità vince, la pacchia è finita! #lamafiamifaschifo”.

In ultimo, però, c’è la parte incognita. La zona d’ombra che persiste e che invece andrebbe illuminata al più presto. Gli immobili sequestrati non possono essere persi di vista, in attesa di decidere cosa farne. Delle due l’una: o si velocizzano moltissime le procedure per arrivare a una destinazione definitiva, e concreta, oppure i controlli devono essere costanti. La prossima volta che qualcuno si azzardi a ripetere il gesto di madamigella Casamonica deve essere beccato a tambur battente.

Colpo su colpo. Fino a fargli passare la voglia.

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