SHOPPING MANIA
Black Friday. Greenpeace non ci sta: “Il pianeta non è usa e getta”
Manifestazione degli attivisti a Milano. Con l’invito, sacrosanto, a riflettere sugli acquisti superflui

Greenpeace contro il Black Friday. Per forza: è l’apoteosi del consumismo. E il consumismo significa più prodotti, più rifiuti, più inquinamento. A cominciare dalla plastica.

Proprio su quest’ultima, infatti, si è imperniata la manifestazione che gli attivisti dell'organizzazione ecologista hanno inscenato oggi a Milano. Portando in Corso Vittorio Emanuele, che è una delle principali vie dello shopping milanese, un enorme pacco regalo composto da rifiuti recuperati in plastica usa e getta. Sulla confezione, un'etichetta che diceva “Il regalo che il Pianeta non vuole”. A completare il messaggio, uno striscione con la scritta “Il Pianeta non è usa e getta”.

Che gli vuoi dire? Hanno ragione. E se invece le loro puntualizzazioni ci danno fastidio, specialmente oggi, faremmo meglio a riflettere sul perché.

Okay: i soldi scarseggiano, per moltissimi di noi, ed essendo costretti a rinunciare a parecchie delle cose che desideriamo perché sono troppo costose, l’occasione dei supersconti ci sembra una manna. Il regalo, diciamo così, di farci un regalo. E magari non soltanto uno ma svariati. Per non dire parecchi. Inoltre, se non siamo i tipi che pensano solo a se stessi (quantomeno in vista del Natale, che ormai si intravvede), è anche l’opportunità di procurarci i doni che faremo ad altri, risparmiando su quello che avevamo messo in preventivo o passando, con lo stesso budget, a qualcosa di livello superiore.

Black Friday: la versione sciocca e quella no

Rettifichiamo un po’ il tiro, allora. E diciamo una cosa che può suonare paradossale: il Black Friday dovrebbe essere utilizzato solo ed esclusivamente da chi non ha la smania di comprare questo e quello per supplire alle gratificazioni che non riesce ad avere altrove, o addirittura per sentirsi migliore di quanto non sia in realtà. Il che ribalta la logica su cui si fonda l’intera operazione, che guarda caso è di provenienza USA: dallo stupidotto “lo compro perché è in offerta” all’intelligente “mi serve davvero e lo dovevo comprare comunque, ma lo faccio adesso perché lo pago di meno”.

Siamo stati indotti a pensare che la felicità provenga da ciò che compriamo – dice giustamente  Giorgia Monti, Project leader dell’iniziativa ‘Make Something Week’ per Greenpeace Italia – ma non è così. Per questo invitiamo tutti ad accettare la sfida e a partecipare ai nostri laboratori creativi, invece di lanciarsi in uno shopping sfrenato e inutile. Solo modificando i nostri modelli di consumo potremo dare un futuro al nostro Pianeta”.

Un paio di buone domande, a questo proposito, sono le seguenti: di che materiali è fatto il trastullo (oops: l’acquisto imprescindibile) che ho deciso di concedermi solo perché ‘grazie’ al Black Friday me lo posso finalmente permettere? E che fine faranno, questi materiali, quando lo splendido oggetto che attendo con ansia sarà diventato l’ennesimo rifiuto di cui liberarmi?

Hai visto mai che, pensandoci su, la febbre dell’Offerta Specialissima si acquieti. Almeno per un po’.

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