CORTO E FILM
Symbol, il film. Un lavoro tutto italiano ispirato a Kubrick e Scorsese
Già è trapelata qualche notizia in merito. Stiamo parlando di cinema e del cortometraggio SYMBOL
Già è trapelata qualche notizia in merito. Stiamo parlando di cinema e del cortometraggio SYMBOL che  sarà anche una “anteprima”  di un lungometraggio, la cui realizzazione è fissata per la fine dell'anno 2019. Protagonista sarà la città di Genova e i più bei luoghi della Liguria. “La trama su cui si dispiegherà è intrisa di elementi e personaggi misteriosi ad ognuno dei quali è attribuito un significato simbolico.” Così era già stato recensito pochi mesi fa. Ma ancora si sapeva poco o nulla sullo stato di realizzazione del film. Una storia in cui l’azione si intreccia con personaggi misteriosi che simbolicamente rappresentano i fenomeni della società che ci circonda e le dinamiche che sempre più spesso si attribuisco ai cosi detti poteri forti. Quello finanziario in primis che tende a fagocitare tutta la realtà contemporanea. Un'altra certezza renderà imperdibile il nuovo corto. Attori importanti già diretti da maestri assoluti come Kubrick e che hanno lavorato con compagni del calibro di Tom Cruise. Di chi si tratta? Di Randall Paul cerimoniere mascherato in Eyes wide Shut, ma anche di George Hilton lanciato nel genere western dal regista Lucio Fulci. E c’è anche una attenzione maniacale alla bellezza femminile. Ci sarà Cicelys Zelies fotomodella cubana per Rocco Barocco e già partner di Bonolis e Chiambretti nella TV italiana. Ma anche nuove attrici meno conosciute: Ipnotica la bellezza selvaggia ma raffinata di Molina Avanzini. Per capire davvero a che stadio è il progetto  “Symbol The Movie” ne abbiamo parlato direttamente con il suo ideatore e produttore Enrico Clerici.
 
 
(Molina Avanzini)
 

1) Lei è uno stimato avvocato genovese. Perché ha deciso di fare il produttore cinematografico?  

Spesso si ritiene che la professione di avvocato sia una professione che poco si attagli a quella di artista, soprattutto nel campo del teatro e della cinematografia. Ma un grande giurista come Francesco Carnelutti ha scritto “Arte del Diritto”, facendo comprendere come le due forme della conoscenza umana possano interagire. E ancora più di recente il Procuratore di Locri, Salvatore Cosentino, ha tenuto una conferenza dal titolo “Il processo penale come rappresentazione teatrale”. A ciò si aggiunga che io sono figlio d’arte. Mia madre, Anna Maria Torretto, agli albori della televisione, fu attrice e presentatrice insieme a Enzo Tortora, Nunzio Filogamo, Rosanna Schiaffino e lavorò sotto la direzione di registi come Vito Molinari. D’altra parte, la Liguria diede i natali a Fabrizio De André che aveva un trascorso famigliare di grandi giuristi.

2) Qualche notizia già è uscita in merito al lavoro che sta preparando. Un ruolo fondamentale in questa produzione lo svolge l’associazione culturale LiguriaMusica. Come è nata questa collaborazione?

L’Associazione LiguriaMusica, nacque da un’idea di mia madre, di una mia ex collaboratrice Myriam De Nardis e di Giorgia Zunino, che per diverse edizioni fu co-produttrice insieme al sottoscritto di Programmi come Stelle e Note di Natale. Un format con lo scopo di beneficenza che andò in onda su RAI DUE per due anni a favore del Gaslini e per un’edizione a favore dell’Ospedale per l’Infanzia Regina Margherita di Torino. Ora l’Associazione ha deciso di cimentarsi nel cinema, producendo questo cortometraggio, SYMBOL appunto, che sarà un teaser di un lungometraggio previsto per l’inizio del 2020.

3) Il cortometraggio  SYMBOL  sarà un teaser  di un lungometraggio. Quando saranno visibili al pubblico e attraverso quali canali? TV o sale cinematografiche?

Sicuramente SYMBOL avrà una sua vita propria, anche come cortometraggio. Stiamo trattando per la messa in onda su canali televisivi nazionale ed internazionali come Nord America, Australia, Libano e Canada, attraverso un importantissimo network I.N.D. – Your World Media Distributor. Probabilmente il corto avrà anche una piccola distribuzione nelle sale cinematografiche

4) Altra notizia già trapelata è che il cortometraggio sarà girato interamente in Liguria tra Genova La Spezia e Rapallo. Quanto è importante secondo lei questo aspetto per Genova città ferita gravemente dal crollo del ponte Morandi? 

La Liguria è una terra molto difficile. Ha suoi equilibri ben precisi, ma io sono genovese D.O.C., figlio di genovesi e di generazione di genovesi (salvo una parentesi milanese): abbiamo voluto scommettere ancora su questa Regione e abbiamo scelto tre locations bellissime, Genova, Rapallo Valle Christi e Portovenere. Ne approfitto per ringraziare l’Assessore alla Cultura di La Spezia, Paolo Asti, e il Sindaco di Rapallo, Carlo Bagnasco, che ci hanno dato – nonostante gli eventi tragici che hanno colpito sia Genova che il porticciolo di Rapallo – massima collaborazione. Il Ponte Morandi? È stato veramente un qualcosa di drammatico e doloroso per i genovesi, ma penso per tutta l’Italia. Un fatto incredibilmente triste. Il corto SYMBOL è stato messo in cantiere un anno prima, per cui non si immaginava nemmeno una tragedia simile. Tuttavia, insieme al regista, stiamo pensando a qualcosa per ricordare anche in questo contesto così diverso le vittime, le loro famiglie che sono state colpite così gravemente e coloro che hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni.

5) Quale Italia o quale società si vuole raccontare in Symbol?

In un’altra intervista televisiva dissi alla giornalista che mi poneva la stessa domanda che preferirei non esprimermi in tal senso. Stiamo attraversando un momento di grande cambiamento, molto repentino e forse molti non se ne accorgono. Assistiamo al progredire di un grande materialismo che ci porta ad una solitudine che fa paura. Difficile comunicare con le persone reali. Più facile attraverso i social. Ma al tempo stesso vediamo fiorire forme di spiritualità molto forti ed altre molto devianti. In questa direzione va il senso del film. Comprendo che ho detto molto e non ho detto nulla, ma preferirei fosse il pubblico ad interpretare secondo il proprio stato d’animo.

6) Da cosa è stato ispirato nello scrivere il soggetto del film?

Ho tratto ispirazione nello scrivere il soggetto del film, poi sceneggiato dagli amici Antonio Lusci (già collaboratore di Dario Argento, di Lamberto Bava e di altri) e dal regista Franco Masselli, osservando, come ho già detto, le abitudini dell’uomo di oggi e poi leggendo molti articoli sugli sviluppi tecnologici, sulla politica e sulla c.d. società liquida, così definita dal mio filosofo e sociologo preferito recentemente scomparso, Zygmunt Bauman. Dal punto di vista artistico, invece, mi sono rifatto a registi del calibro di Stanley Kubrick e di Martin Scorsese (Eyes Wide Shut e I Lupi di Wall Street). Non a caso il protagonista del nostro corto è il bravissimo attore americano Randall Paul.

7) Nella scelta degli attori si nota una certa attenzione per i dettagli e le sfumature di ciò che si vuole rappresentare. Una sorta di attenzione maniacale tipica dei grandi maestri come Kubrick e Tarantino. Chi e come sono stati scelti i protagonisti? 

Come produttore non dovrei mettere tanto il naso nella scelta degli attori, compito più del regista. Io in tal senso sono un po’ invadente. Ho ovviamente ascoltato i suggerimenti importantissimi del regista, ma poi ho anche voluto interessarmene personalmente. Randall Paul lo conobbi sul set di un altro cortometraggio e pensai di contattarlo, ritenendolo adattissimo al ruolo del personaggio sia nella parte onirica che in quella reale. Anzi, fui onorato dal fatto che dopo avergli mandato la sceneggiatura, mi rispose con entusiasmo che avrebbe partecipato. Così anche George Hilton, grande attore di thriller e di western importanti negli anni d’oro del cinema italiano, che ci ha omaggiato della sua presenza in un importante cameo, dove tra l’altro pronuncerà una frase in latino. Per non parlare di Guenda Goria, eclettica interprete di vari ruoli nel cinema e in teatro, della brava Beatrice Schiaffino, di Costantino Comito, attore in varie fiction televisive (I Bastardi di Pizzofalcone – I serie), di Stefano Michael Rota, stupefacente interprete di ruoli drammatici, dopo la grande notorietà nel duo I Righeira. Non da ultimo altri due nomi importantissimi: Cicelys Zelies, esplosiva modella cubana per Rocco Barocco, che decise di farle aprire e chiudere la propria sfilata mondiale tenutasi nella “Isla”. È però Piero Chiambretti che, fin dai tempi di Chiambretti Nigth, decide di sceglierla far sfilare una top all’ interno della propria trasmissione. E ancora Vincenzo Soriano, che nel corto sarà il “cattivo” della situazione, co-protagonista in varie fiction come “La nuova squadra 3“, entra nel cast di “Storie di borgate 2”, e in quello di “Big House”, film comico del regista Matteo Garrone. Collabora con artisti del calibro di Sandra Milo, Paolo Caiazzo, Patrizio Rispo e Francesco Procopio in “Impepata di Cozze”, per la regia di Angelo Antonucci, oltre ad aver preso parte ad alcuni cortometraggi di respiro internazionale, come quelli girati nel carcere minorile di Airola: “Storia di un attimo” e “Primo del Silenzio” – contro la violenza sulle donne, presentato a Cannes. Ancora “Camminando nel cielo”, presentato come evento mondiale al Giffoni Film Festival, “Il padrino- Salvatore Giugliano” (per la regia di Carlo Fusco), girato in Sicilia. E voglio anche ricordare la presenza di un notissimo cabarettista genovese, ma anche attore drammatico in diversi film di Pupi Avati, Roby Carletta, che, eccezionalmente, sarà il braccio destro del “cattivissimo” Vincenzo Soriano. Insomma, un cast d’eccezione.

8) Come è nato il suo rapporto con il regista Franco Masselli?  Amicizia, casualità, scelta ragionata.

Con il regista Franco Masselli ci conoscemmo – tramite un comune amico – per un progetto che purtroppo non vide mai la luce. Tuttavia, la stima uno per l’altro nacque immediatamente e incominciammo a collaborare su diversi progetti, tra cui due cortometraggi da lui sceneggiati per SKY Cinema (La solitudine del Portiere con Massimo Poggio e José Altafini e l’esoterico brillante Dagida). Fu anche il regista dell’edizione 2008 di Stelle e Note di Natale per RAI DUE, mentre l’anno prima lo stesso format fu diretto da Gino Landi. Franco è un professionista molto serio e bravo, con grandi idee.

9) Nella scelta degli attori non protagonisti invece emerge una grande attenzione per la bellezza femminile. 

Vero. Tra gli attori non protagonisti ci sono molte belle donne, tra cui Iuliana Ierugan (modella e attrice), Enrica Maffei (attrice), Virginia Lolli (finalista Miss Italia 2000 e 2003), Molina Avanzini (modella e attrice), Ienea Ana (modella, cantante e attrice rumena), Rosita Sodano (attrice e modella napoletana bravissima stabilitasi a Londra) e poi le ragazze incappucciate, di cui non sveleremo nulla. Voglio solo spendere una parola per Selena Russo, modella che farà molta strada. Attualmente si trova in Spagna a rappresentare la bellezza italiana all’estero. Ma non solo ci sono belle donne. Ci pregiamo anche della presenza di Diego Marin, giovane fisico e studioso di archeologia misteriosa e di misteri in genere, autore di molti libri, e il Prof. Gioele Magaldi, noto per i suoi studi sui gruppi deviati e anch’egli autore di molti libri: due illustri personaggi in tema perfetto con la trama del film.

10) Quali obiettivi vuole raggiungere con questo lavoro per dirsi veramente soddisfatto? 

Il cinema è divertimento: sicuro. Ma secondo me è un motivo anche di riflessione. Attraverso il cinema si può “divergere” dalla vita quotidiana per un momento di svago, ma anche per un momento di valutazione su ciò che ci circonda. Spero che tutto lo staff ed io, che stiamo lavorando da mesi al progetto, riusciremo in questo intento, per cui – come si concludeva la commedia dell’arte – dirò “se ve ga piaso bateghe e man se non ve ga piaso tenile bon per la prossima volta”.

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