ROMA FERMA AL MEDIOEVO
Roma, Associazioni disabili e Atac a confronto: Bus e Metro da incubo
La principale richiesta delle associazioni alla commissione è stata l'apertura di "un tavolo di confronto permanente con le aziende di trasporto"

Annunci vocali 'incomprensibili', bus e stazioni metro 'poco accessibili', carenza di mappe tattili e semafori sonori, 21 linee di superficie rese accessibili su 256, per una situazione che 'dopo alcuni segnali positivi, ora ristagna da anni senza alcun progresso'.

Sono alcune delle principali problematiche relative al tema delle linee Atac accessibili ai disabili sollevate stamattina dalla molte associazioni di persone diversamente abili che stamattina hanno partecipato alla riunione della commissione Trasparenza di Roma Capitale, presieduta da Marco Palumbo (Pd).

A convocarla è stata la consigliera dem Ilaria Piccolo 'non per fare polemica ma per fare il punto su come sono accessibili ai disabili i mezzi pubblici della città, anche in relazione al protocollo sottoscritto nel 2012 dalle associazioni e da Atac'. La principale richiesta delle associazioni alla commissione è stata l'apertura di 'un tavolo di confronto permanente con le aziende di trasporto, perché senza è difficile avere risultati: è necessario un coordinamento fra i vari uffici ed enti che si occupano di trasporto.

Servono tavoli di confronto specifici perché le diverse forme di disabilità impongono soluzioni diverse'.

Le associazioni: "Roma è inacessibile, dovete coinvolgerci di più" - Per l'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, "dobbiamo misurare le parole ed evitare di esagerare, molto onestamente da diversi anni però non si registrano progressi. Tempo fa si notava che un percorso era stato intrapreso, ora ristagna. Ciò che manca è un tavolo di confronto permanente con le aziende, ma un tavolo che porti risultati, altrimenti serve a ben poco.

Un tema che ci sta molto a cuore sono gli annunci in voce di prossima fermata dentro i mezzi e gli annunci di linea fuori le vetture, anche quando ci sono, gli annunci sono di scarsa qualità".

Come ha rilevato la Fish, Federazione associazioni di persone con disabilità, "alcune linee sono dotate di passerella per persone su sedia a rotelle, soprattutto con i fondi del Giubileo si doveva migliorare questa vicenda, adesso abbiamo rassicurazioni che ciò accadrà anche sul fronte dell'accessibilità in stazione. Siamo contenti, tiriamo un sospiro di sollievo".

Il dipartimento Simu, ha sottolineato il presidente Vincenzo Falabella, "si interessa solo delle barriere architettoniche fisiche come marciapiedi o scivoli, eccetera, mentre la legge dice che è barriera architettonica tutto ciò che impedisce ad un non vedente di riconoscere strade e fonti di pericolo: parliamo dunque di mappe tattili e semafori sonori. Bisogna che i tecnici del Simu vengano formati su questo fronte".

Per Umberto Gialloreti, presidente della Consulta cittadina permanente dell'handicap di Roma Capitale, "si pensa sempre subito alle disabilità visive, ma oltre a questa ci sono altre disabilità e la prima sempre dimenticata è quella dei sordi. Bisogna abbattere le barriere a tutti livelli, anche in Regione che ha ordinato un nuovo parco automezzi che per essere accessibile va prenotato 48 ore prima. Non ci siamo solo bloccati ma stiamo regredendo, oggi qui manca l'interpretariato e quindi associazione non si è presentata.

Bisogna considerare tutte le disabilità, se una persona in carrozzina vuole venire qui in metro rimane a Barberini, perché la stazione non è accessibile. Il Comune dall'84 ha previsto un servizio alternativo che è in corso di revisione e speriamo che arrivi presto a conclusione. Dobbiamo sbrigarci: con 18mila incidenti all'anno, Roma è la più grande fabbrica di invalidi d'Italia'.

Per i rappresentanti dell'Unione Italiana Ciechi il grande assente è sempre il dipartimento Mobilità che non c'è mai, nemmeno oggi. Noi chiediamo semplicemente che vengano interpellate le associazioni quando si acquistano nuovi mezzi.

Sui mezzi elettrici acquistati dall'amministrazione chiediamo di prevedere obbligatoriamente, come ha fatto l'Ue da giugno 2019, un segnale acustico quando si va a bassa velocità perché sono in aumento gli investimenti dei pedoni e un non vedente non ha possibilità di prevedere l'arrivo di un'auto'.

Per mettere a sistema tutte queste necessità, secondo l'Associazione Disabili Visivi "serve una maggiore formazione, e per questo chiediamo di poter organizzare noi presso gli uffici comunali dei corsi di aggiornamento per i dipendenti in modo da informarli sia sulla parte normativa sia sulla parte tecnica, ovvero le modalità attraverso cui risolvere le problematiche'.

Presente in commissione Trasparenza anche Laura Coccia, deputata del Partito democratico: "A Vienna, a Lipsia e a Berlino ho trovato sistemi che mi hanno garantito una quasi totale accessibilità nonostante io abbia la tetraparesi spastica. A Berlino vivevo ad un'ora e mezza di mezzi pubblici da Alexanderplatz, eppure la rete di trasporti accessibili mi ha aiutato.

Tornata a Roma ho voluto provare come funzionava nella mia città: è stato un impatto traumatico. Ognuno di voi, normodotato, la mattina non si pone il problema di come arrivare al lavoro, esce la mattina e va, magari gli autobus sono sovraffollati ma si spinge un po' e si entra. Noi però se sono sovraffollati proprio non ci entriamo, cadiamo, ci facciamo male".

Per la parlamentare "non è possibile che Ottaviano sia un incubo di fermata, non è possibile che Barberini - Fontana di Trevi sia una fermata inaccessibile. C'è la volontà politica di affrontare e risolvere questo problema? A Roma abbiamo 250 linee autobus, e su queste solo 21 sono accessibili. Ne va della nostra libertà personale".

Andrea Venuto, disability manager del Campidoglio, ha ricordato che "in Assemblea capitolina da due settimane è attiva la traduzione Lis e la traslitterazione, se la commissione è interessata può venire a chiedere informazioni in Campidoglio. Fatta questa premessa, dico che Roma è una città inaccessibile da più di 2mila anni e la scusa che troppe volte è stata usata è che è una città storica e non ci si possono mettere le mani.

Non è così e ve lo dimostro, a partire dal trasporto: dal 2012 una circolare frutto di una sentenza obbligò Roma Capitale a dotarsi di alcune linee totalmente accessibile, oggi si parla delle 21 linee ma quasi il 70% delle linee Atac è dotato di piena accessibilità, e nessun acquisto di bus da parte di questa amministrazione ha riguardato mezzi non accessibili, anzi.

Il primo bando andato deserto prevedeva l'accessibilità totale, e nonostante questo il prossimo acquisto tramite Consip rispetterà tutti i dettami normativi'. Dalla sentenza del 1984, ha proseguito Venuto, "in quasi 35 anni non è stato fatto nulla, ora l'Aula ha stanziato per la prima volta 1 milione per l'abbattimento delle barriere sulla viabilità.

Abbiamo riavviato il tavolo fermo dal 2014, abbiamo stanziato i fondi e ora tra una settimana arriveranno i primi progetti esecutivi sulle priorità degli abbattimenti, per esempio in II Municipio su via dello Scalo di San Lorenzo dove ci sono moltissimi giovani con e senza disabilità che vanno all'università e in un chilometro e mezzo non c'è un attraversamento con le rampe, o all'Eur in IX Municipio a viale America dove ci sono decine di uffici pubblici e ministeri ma i marciapiedi sono alti 40 centimetri e non c'è uno scivolo.

Per intervenire in maniera totale su Roma servono stanziamenti che probabilmente la città con 13 miliardi di euro di debito non può fare'. Infine, ha concluso Venuto, "chiudo con un dato: l'ammodernamento di parte della rete di Roma Metropolitane costerebbe circa 1,2 miliardi. Ci sono fermate storiche come Spagna e Barberini che non sono accessibili, andiamo a vedere cosa c'è e proviamoci.

Ringrazio la commissione che ha dato la possibilità di parlare di questi temi, bisognerebbe iniziare un ciclo di incontri in maniera sistematica'.

Per Alessandro Cafarelli, responsabile dei Servizi di superficie di Atac, 'poco meno del 70% del totale delle vetture di proprietà di Atac, per la precisione il 68%, è munito di pedana. Noi cerchiamo di far circolare in servizio il 100% di mezzi con pedana ma c'è ogni giorno un numero di guasti molto elevato, parliamo di 1.300 vetture su 256 linee che contando i malfunzionamenti vedono coinvolte in servizio in totale 1.600 vetture al giorno, e può capitare che escano mezzi senza pedana.

Abbiamo già provveduto a sostituire 600 pedane elettriche con quelle manuali, più affidabili, e ne saranno acquistate tramite Consip altre 227', ha concluso Cafarelli.

"Tutto questo è solo l'inizio, Roma da questo punto di vista è ferma al medioevo, la dignità delle persone è pari a zero e c'è da ricostruire tutto, a partire dalla cultura e dal senso civico", ha commentato la consigliera capitolina del M5S, Carola Penna, secondo la quale "bisogna fare un discorso di collegialità, il disability manager serve anche per questo: mettere tutti allo stesso tavolo e fare un passo per volta, perché non si risolvono in un giorno problemi che non sono mai stati affrontati prima".

Roma, ha chiosato Penna, "potrà definirsi civile solo quando l'accessibilità sarà dignitosa per tutti quanti. Noi abbiamo iniziato un percorso e ora dobbiamo andare avanti tutti insieme, mattoncino per mattoncino". (Mgn/ Dire)


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