CORRUZIONE
Roma, Scandalo Metro C: Concluse le indagini, tra i 25 indagati Alemanno
Un' ipotesi di truffa da 320 milioni di euro. Contestate anche assunzioni di figli e parenti. All'interno tutte le accuse

Ecco le accuse rivolte ai 25 indagati che questa mattina hanno ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura di Roma a conclusione delle indagini preliminari sulle presunte truffe legate ai lavori della linea C. Sono accusati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (articolo 640 bis), nell'ambito dell'accordo transattivo del 6 settembre 2011, che ha permesso al consorzio Metro C spa di vedersi riconosciuta una somma pari a 230 milioni di Euro da a Cipe, Stato, Regione Lazio e Comune di Roma per presunti extracosti, le seguenti persone: Luigi Napoli, allora direttore tecnico di RomaMetropolitane; Massimo Palombi, ex membro del cda di RomaMetropolitane; Giovanni Simonacci, allora responsabile unico del procedimento per RomaMetropolitane; Franco Cristini, attuale presidente di Metro C spa; Filippo Stinnelis, ex ad di Metro C spa; Francesco Maria Rotundi, ex Dg di Metro C spa; Fabio Giannelli, Direttore tecnico di Metro C spa; Enrico Alfonso Molinari attuale direttore dei lavori di Metro C spa.

Tutti loro sono accusati di aver attribuito falsamente riserve per 230 milioni mediante artifici e raggiri e di aver indotto in errore il Cipe, lo Stato, la Regione Lazio e il Comune di Roma in ordine all'emanazione della delibera che autorizzava il pagamento, procurando un ingiusto profitto a Metro C spa. Dello stesso reato sono accusati anche Ercole Incalza, allora direttore della struttura tecnica e di missione del Mit, Mauro Calzecchi come responsabile dell'istruttoria e Giuseppe Mele come coordinatore della suddetta struttura. I tre in particolare sono accusati di falso nei pareri legali presentati all'Avvocatura dello Stato valutando positivamente l'opportunita' di pagare la transizione.

Sempre Mele, Incalza e Calzecchi sono accusati anche di Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (articolo 479 del Codice penale) e di Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (articolo 476).

Stessi reati, il falso commesso da pubblico ufficiale ma anche la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, sono quelli che vengono contestati anche all'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e all'ex assessore ai Trasporti della sua giunta ed attuale capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma.

In particolare i due sono accusati di aver attestato falsamente la fondatezza delle riserve avanzate e, con artifici e raggiri, di aver indotto in errore il Cipe al fine di procurare un ingiusto profitto al Contraente generale Metro C spa pari a 230 milioni.

Infine sempre per l'accordo transattivo del 2011 ancora Stinnelis, Rotundi, Giannelli, Molinari, Simonacci e anche Stefano Cozzi, ex responsabile amministrativo dell'ufficio di alta sorveglianza di RomaMetropolitane, sono accusati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche in merito ad un altro aspetto, la previsione di "nuovi prezzi" da applicarsi ai lavori pari a 45 milioni prima e 27 dopo, vanificando di fatto gli effetti di un avvenuta rinuncia di riserva e procurando un ingiusto profitto a Metro C spa.

C'è poi il filone dell'inchiesta legato al cosiddetto atto attuativo del 9 settembre 2013 che ha portato ad un ulteriore stanziamento di 90 milioni di extra costi per la prosecuzione dei lavori. In questo caso la Procura di Roma, con l'accusa di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (articolo 640 bis), ha indagato Luigi Napoli, allora direttore tecnico di RomaMetropolitane; Massimo Palombi, ex membro del cda di RomaMetropolitane; Giovanni Simonacci, allora responsabile unico del procedimento per RomaMetropolitane; Franco Cristini, attuale presidente di Metro C spa; Fabio Giannelli, Direttore tecnico di Metro C spa.

Ed ancora: il consigliere di RomaMetropolitane Massimo Nardi, l'allora direttore della struttura tecnica e di missione del Mit Ercole Incalza, il consigliere di RomaMetropolitane Andrea Laudato Laudato, l'ex assessore ai Trasporti, Guido Improta, l'attuale responsabile del procedimento per RomaMetropolitane, Andrea Sciotti "perché con condotte ripetute nel tempo e azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso compivano atti idonei ad indurre il Cipe, Lo Stato, la Regione Lazio e il Comune di Roma in errore" in merito all'erogazione di 90 milioni.

Cristini, Incalza e l'ingegner Stefano Perotti sono poi accusati di corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, con aggravanti (articoli 319 e 319 bis del codice penale). Sono accusati, gli ultimi due, di aver attestato il falso ricevendo da Cristini, in cambio, somme che variano dai 30.000 euro l'anno Perotti e circa 742mila euro Incalza.

Per lo stesso reato di corruzione è indagato anche Giuseppe Mele, nel suo ruolo di coordinatore della struttura tecnica del Mit, accusato di aver intascato per due annualità circa 50.000 euro da Metropolitana di Napoli spa, consorzio composto tra gli altri anche da Vianini, rappresentata sempre da Cristini. E poi anche lo stesso Simonacci con Sergio De Luca e Leonardo Pavoni.

Il primo avrebbe ottenuto l'assunzione della figlia Diana in Finmeccanica, gli altri due sono indagati per il ruolo giocato in questa vicenda in quanto dirigenti di Finmeccanica. Infine risultano indagati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche anche dirigenti e tecnici Enrico Alfonso Molinari, Marco Dora, Massimo Del Fante e Massimo Lodico. (Dire)


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