ROMA CHIUSA
Nessuno dice a Luana, 25 anni, se la Metro C ha l'ascensore per disabili
Chiede al servizio Atac whatsapp e per risposta riceve il link per le segnalazioni, chiede di nuovo e viene bloccata

Luana, giovane 25enne romana desidererebbe avere una informazione semplice, perché sa bene che la linea A ha meno di un terzo di fermate con ascensori e quei pochi sono spesso rotti. Allora per inaugurare la nuova linea C vorrebbe sapere se gli ascensori ci sono e saranno attivi da subito: sono ascensori indispensabili a chi ha un limitato uso motorio e a chi è in sar (sedia a rotelle). Chiede al servizio Atac whatsapp e per risposta riceve il link per le segnalazioni, chiede di nuovo e viene bloccata e non può più utilizzare il servizio. Sa anche che molti altri vengono bloccati. Wau! servizio davvero efficiente. Vergognoso il degrado urbano di una città millenaria che potrebbe avere comunque il primato dell'inclusione con un po' di attenzione e organizzazione. Però pare che sia davvero faticoso per chi non conosce direttamente questa necessità, mettere a norma gli strumenti che un tempo potevano servire a pochi ma che oggi interesserebbero e verrebbero utilizzati da molti. Ma siccome lavorare e formare costa fatica, lasciamo tutto all'incuria del tempo e anche gli strumenti che ci sono faranno presto parte dell'archeologia e dell'inefficienza.

Durissimo e triste il racconto di Luana in sar elettrica con la sacrosanta voglia di uscire, vivere, respirare. In questi ultimi 15 anni si è dovuta trasformare da micio a leonessa, tanto che il suo "ruggito" ha un nome e cognome attaccato alla parete della sala che raccoglie le richieste speciali. Pare che ci sia solo lei, quando ha visto quel foglio appeso, si è fatta una sonora e amara risata. Un'infinita serie di limitazioni, disattenzioni, incapacità e fastidi che ti fanno sentire inopportuna e invadente. Ma Luana ad essere umiliata continuamente non ci sta e noi vogliamo sostenerla perché la sua forza aiuti davvero i tanti con bisogni di mobilità ma che si arrendono, non lottano e non escono. Roma, meraviglia da visitare, càput mundi, è invece capùt sull'essere inclusiva. Assenza di pedane, di posti e passaggi occupati dalle macchine posteggiate malissimo. I turisti domandano come possono muoversi in sedia a rotelle e gli rispondono di alloggiare vicinissimo ai punti di interesse e prenotare anticipatamente i taxi per il trasporto speciale. Una vita programmata, non puoi uscire per la libertà di farlo.

Con i treni poi è un pianto, 12 ore prima devi avvertire e capita che se sali, poi potresti non riuscire a scendere: Luana racconta che la esortano a rinunciare perché non c'è assistenza all'arrivo del treno a Termini. Ruggisce: posto trovato, assistenza pure. C'è di più. Oggi sono centinaia le persone in sedia a rotelle (sar) che non vogliono arrendersi e hanno l'intenzione di muoversi come tutti. Ma sanno che spesso è come andare contro i mulini a vento e non hanno la forza e ci rinunciano, restano a casa e non vivono. Luana reagisce: "Io non voglio rinunciare a sentirmi libera e non sopporto i disabili a tutti gli effetti. Quelli che non lottano e si lamentano solo e poi magari vivono delle lotte di altri". C'è di più. La città fino ad oggi non ha mai dimostrato un minimo interesse ai pochi strumenti presenti. Chissenefrega di quell'ascensore rotto. Di quel montascale fermo, ormai arredo o di quel posteggio unico libero e sempre occupato. Chissenefrega del disabile e meno male che essendo tale, arrivo prima io. Gli ascensori quando ci sono, non hanno nessun mantenimento. Gli autobus sono impossibili da salire e dunque da scendere. Non c'è un servizio pubblico dedicato. È del tutto insufficiente e continua ad essere una intricata giungla di fretta, incuria, indifferenza, incapacità: Roma.

Lei si chiama Luana, era iscritta all' università di Tor Vergata, voleva semplicemente studiare ma è arrivata a dire "non mi va più anche se lì poi raggiungevo l'aula comodamente". Ma non abita a Tor Vergata e deve pendolare dai Castelli Romani. Dopo anni di quotidiane e infinite lotte con le persone e con gli strumenti assenti, c'ha rinunciato per un dispendio di energia assurdo. Ce ne ha raccontate tante, una più assurda dell'altra. Dall'ascensore piccolissimo al Colosseo della metro B, all'incapacità del personale a rimettere bene le pedane del treno accumulando più di un'ora di ritardo. Una tipa dai tanti interessi Luana, diplomata in tecnica turistica, ha fatto fotografia, hockey, viene poi spossata e umiliata da una società che le comunica che è meglio che non si faccia vedere perché "c'è altro da fare". Wau! Oggi che ci si riempie la bocca di diritti, dignità, parità, Wau! Si gioca alla modernità con servizi di informazione diretti (whatsapp 335.1990679) per vedersi rispondere solo con un link per le segnalazioni e se insisti, si viene bloccati.

Tutto in barba alle diverse Leggi presenti dagli anni '80 e soprattutto alla 13/1989, che stabilisce i termini e le modalità con cui deve essere garantita l'accessibilità ai vari ambienti, con particolare attenzione ai luoghi pubblici. Questa è la Roma di chi vive in sar, Questa è Roma che deve urgentemente attualizzarsi come le maggiori capitali europee. Qui si può passeggiare in sar sulla storia, serve solo attenzione e volontà, le idee ci sono.


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