NO ALLE DAT
Sit - in "Provita" in piazza della Rotonda contro testamento biologico
"Il medico non può divenire complice degli istinti suicidari altrui. Uno Stato civile non può dare la morte o far dare la morte"

L'Associazione onlus "Provita", ha inscenato questa mattina un sit - in davanti il monumento romano del Pantheon, in piazza della Rotonda. Intorno ad un lettino su cui era disteso un ipotetico malato, quattro persone in camice bianco lo "assistevano", mentre il via vai dei turisti si fermava incuriosito dalla scena.

"Il Parlamento italiano sta discutendo una proposta di legge in materia di DAT (Disposizioni anticipate di trattamento) anche conosciute come 'testamento biologico'. Si prevede che, in previsione di una futura incapacità di autodeterminarsi, ogni persona possa accettare o rifiutare in anticipo trattamenti sanitari, 'comprese le pratiche di nutrizione e idratazione'. Inoltre il medico sarebbe vincolato dal contenuto di quelle disposizioni anticipate.

Tutto ciò è estremamente pericoloso. anzi, introduce una sorta di 'omicidio legale' in Italia. Infatti idratazione e nutrizione sono mezzi fondamentali di conservazione della vita, generalmente proporzionati e ordinari anche quano sono realizzati in maniera 'artificiale'. Generalmente, chiunque rifiuti ad un malato o disabile l'idratazione o la nutrizione che non possa procurarsi da sé, lo ucciderebbe per omissione.

Ora, una persona sana - che può soltanto immaginare una situazione grave di perdita di coscienza - potrebbe obbligare il medico con una dichiarazione resa anche molto tempo  prima (DAT) a non idratarla e nutrirla, lasciandola così morire di fame e di sete. E non viene prevista nemmeno l'obiezione di coscienza del medico.

E' solo una libertà illusoria quella di poter 'decidere' in anticipo persino la sospensione dell'idratazione e della nutrizione. Nessuno sa in anticipo come reagirebbe di fronte ad una grave malattia. Persino in una condizone come il coma o lo stato vegetativo, si manifesta un forte desiderio di vivere. Il medico non può divenire complice degli istinti suicidari altrui. Uno Stato civile non può dare la morte o far dare la morte", così un comunicato dell'Associazione Onlus "Provita"


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