COMING OUT
Ancora un atto di omofobia nella Gay Street del Colosseo
Protagonisti della vicenda sono un padre, una madre e una zia, a caccia di una coppia di ragazze

Nel cuore della movida arcobaleno, nella Gay Street di Via di San Giovanni in Laterano, all'ombra del Colosseo, dove da quasi vent'anni sorge il Coming Out, nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 settembre verso le 2 si è consumato l'ennesimo atto omofobo, sotto gli occhi increduli dei tanti giovani ragazzi e ragazze che ogni sera si radunano nel noto locale LGBTQI romano. Protagonisti della vicenda sono un padre, una madre e una zia, a caccia di una coppia di ragazze, colpevoli di provare reciproco amore.

Abbiamo raccolto la testimonianza di Mario (nome fittizio), presente all'accaduto e amico di una delle due ragazze. Sono circa le due del mattino quando la ventisettenne Silvia (nome fittizio) sta trascorrendo l'ultima parte della serata in compagnia dei suoi amici. All'interno del locale con altri amici c'è la sua fidanzata Francesca (nome fittizio), figlia ventunenne del trio di famiglia che sta per mettere a soqquadro l'intera strada.

La madre e la zia di Francesca si avvicinano a Silvia, prima con la scusa di accendere una sigaretta e poi presentandosi dicendo: "Tu sei entrata nel nostro mondo e ora io entro nel tuo". E' al termine di questa frase che la donna sferra uno schiaffo alla ragazza che, non conoscendo la "signora", non comprende subito cosa le stesse accadendo. E' proprio quel colpo sferrato con violenza, a dare il via ad un caos generale a cui si aggiunge anche il marito della donna, che punta verso il locale entrando, per cercare sua figlia Francesca.

L'uomo è preceduto da Silvia che dopo aver subito il primo colpo, comprende ciò che stava succedendo e corre all'interno per avvisare la fidanzata della presenza dei genitori. La ventunenne apprende della presenza dei suoi "cari" che in quel momento sono alle prese con i tanti ragazzi che cercano di intervenire per placare gli animi. Francesca è colta da un malore (un forte attacco di panico per cui viene chiamata subito l'ambulanza), ma il padre imperterrito, la insulta e le inveisce contro, sotto gli occhi dei frequentatori del locale. Saranno Mario e i suoi amici ad assisterla. L'uomo sferra un pugno sul muro, lancia tavoli e sedie creando panico nel locale. A farne le spese (in senso fisico) è soprattutto Silvia, che riceve altri colpi tra cui un pugno allo stomaco,mentre la fidanzata Francesca, tramortita dalla paura e dal malore grida al padre: "Lasciala stare!  E' la cosa più importante della mia vita!".

Imma Battaglia, storica attivista per i diritti LGBTQI, dichiara: "Ventunanni e un orientamento sessuale che mal si sposa con le sane abitudini dei sui cari genitori. L'ennesimo atto di follia omofoba che ci fa male al cuore. Che ci fa credere che non basta un unione civile a "normalizzarci" (passateci il termine). Servono politiche sociali culturali peraccompagnare le famiglie ad accogliere e comprendere l’amore dei propri figli omosessuali.

Serve una scuola che spieghi ed educhi le nuove generazioni. Serve tanta cultura. Ma serve anche un provvedimento, una Legge. Servono delle risposte a delle domande troppo volte poste e quasi sempre cadute nel vuoto. Una Legge contro l'Omofobia è doverosa, perché nessuno possa più sentirsi violato nel proprio intimo, nel proprio essere... mai diverso dagli altri e del tutto uguale a se stesso! Non vogliamo più Padri Padroni capaci di violentarci in pubblico, con insulti e minacce, con violenza e terrore.

Non vogliamo più che in televisione passi indenne un modo di scherzare sulla sessualità altrui, che accresce l'ignoranza che non si limita alla goliardia, ma usa tali strumenti per farsi forza nella propria violenza giornaliera. Perché di omofobia si muore ...e a morire sono in tanti! Chiediamo e ci aspettiamo che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi esprima il suo parere favorevole a riguardo e che attui presto provvedimenti che possano tutelare cittadini onesti che ogni giorno vivono la loro vita nel rispetto della Costituzione Italiana".

Ufficio stampa Gay Village


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