ARROSTO DI LONDRA
Viaggi: Alla corte della Regina Madre Londra
Piccolo compendio su cosa fare a Londra, con cena al "Rules" e al "Simpson's in the Strand" e soggiorno al "Courthouse hotel"
Looking the Tower Bridge

Il grande compositore George Gershwin, assieme al fratello paroliere Ira, ha scritto la canzone ‘’A Foggy Day ( in the London Town)’’ con chiaro riferimento alle nebbie londinesi. Be’, dimenticatele per un po’: Londra in estate è solare e ancora più affascinante, festosa e piena di vita, d’altronde Samuel Johnson ha scritto: ‘’ Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita, perché a Londra si trova tutto ciò che la vita può offrire’’.

Passeggiando per le vie del centro è tutto un crogiolo di razze, usi e costumi, di umanità, la più disparata, la più diversa. Non a caso, l’attuale sindaco Sadiq Khan ha vinto le recenti elezioni con lo slogan: ‘’London is Open’’ ed è proprio così: musei con ingresso gratuito, card che consentono a basso costo di viaggiare comodamente sugli efficientissimi mezzi pubblici, e un miscuglio di colori in un Paese, il Regno Unito, in cui il burqa non è vietato( come invece accade in Francia ) e una capitale dove è frequente  vedere moltissime donne con il niqab ( il velo integrale che si trova in tutto il Medio Oriente, Nord Africa e penisola arabica,  che copre il corpo e anche il volto, ma al contrario del burqa  lascia scoperti gli occhi, nda ) che acquistano abiti costosi o borse all’ultimo grido di Louis Vuitton nei lussuosi magazzini Harrods o Selfridges.

Numerosi sono gli hotel eleganti e caratteristici in cui soggiornare e, tra questi, un autentico gioiello londinese è il Courthouse Hotel, edificio di interesse storico e culturale situato davanti ai costosi  e splendidi magazzini in stile tudor  Liberty London, proprio di fronte a Carnaby Street, la strada leggendaria dove pare che la stilista Mary Quant, nei favolosi anni Sessanta, abbia inventato la minigonna e rivoluzionato i nostri costumi per sempre. Poco a ridosso troviamo Oxord Street, una delle vie dello shopping  che ospita una grande varietà di locali e di negozi,  e,  poco al di qua, Regent Street, una delle strade più affollate e belle della città. Insomma, nel cuore di Londra, nel centralissimo quartiere Soho, sorge il Courthouse, un tempo tribunale di giustizia, oggi lussuoso hotel a cinque stelle con 112 camere, un ampio cinema, una piscina coperta e un centro benessere, una terrazza lounge bar sui tetti di Londra, che somigliano proprio a quelli del film della Disney su cui ballano Julie Andrews - Mary Poppins e lo spazzacamino - Dick Van Dyke, anche se non ci siamo azzardati a tanto, a ballare sui tetti, ma abbiamo preso un  drink e conversato  amabilmente con un bel sottofondo musicale. Per l’ora di cena vi consigliamo di scendere al piano terra e prenotare un tavolo nel ristorante di cucina asiatica ‘’Silk’’.

Al Courthouse sono passati secoli di storia:  dall’autore britannico  Charles Dickens, che qui lavorava ai casi di cronaca come reporter, allo  scrittore Oscar Wilde, e per tornare a tempi più recenti anche Mick Jagger dei Rolling Stones  ha soggiornato in questo caratteristico albergo. La zona è molto ben servita, sia coi mezzi di superfice, i rossissimi autobus a due piani, sia con la stazione della metropolitana di Oxford Circus, che grazie al sindaco Khan resta aperta tutta la notte.

Londra si snoda tra storia e modernità. Potrete attraversare la città da una parte all’altra camminando sul London Bridge, il ponte sul Tamigi che collega la City al quartiere di Southwark. Quest’ultimo è una scoperta continua, sospeso tra passato e presente. Una visita la merita la sua deliziosa cattedrale, esempio di meravigliosa architettura gotica. Qui troverete il Borough Market, il mercato di cibo e bevande più famoso di Londra, davvero caratteristico, in cui potrete fare la spesa e acquistare cibo britannico e internazionale, dal pudding ai formaggi francesi, oppure accomodarvi per assaporare una pietanza o bere del buon vino.

Potrete immaginarvi scrittori nei ‘’quartieri letterari’’ della città come Bloomsbury, in cui visse Virginia Woolf e presso il quale avvenivano gli incontri del ‘’Circolo di Bloomsbury’’ di cui lei e il marito assieme ad altri artisti facevano parte. Perdervi nei mercati del quartiere Covent Garden: l’Apple Market, uno dei più antichi mercati al chiuso di Londra  ospitato in una struttura del XIV secolo, il Jubilee Market Hall situato in uno spazio destinato dal XIV sec ai mercati, oppure immergervi nei teatri del quartiere coi suoi tipici musical o ancora recarvi alla  Royal Opera House, il teatro dell’Opera di Londra.

Attraversando il futuristico ponte Millennium Bridge vi ritroverete a Bankside, sempre nel quartiere Southwark, a contemplare il Tamigi in cerca di ispirazione per un romanzo da scrivere, potrete scegliere di andare a vedere uno spettacolo shakespeariano al Shakespeare’s Globe Theatre, o visitare una mostra alla galleria di arte Tate Modern. Sempre da questo lato della città, se avete lo spirito dei bambini, ma anche una pazienza da adulti viste le lunghe code  di turisti, salite sulla ruota panoramica London Eye, definita anche ‘’l’occhio di Londra’’.

Riattraversando, invece, il Tamigi recatevi a visitare la misteriosa Torre di Londra con la sua storia che è anche la storia della città, chissà che non incontriate i fantasmi di Anna Bolena, che qui morì, e del  cospiratore Guy Fawkes che vi fu torturato e di cui il 5 novembre si cantano le memorie con dei falò e spettacoli pirotecnici in tutto il Regno Unito che rievocano la ‘’Congiura delle Polveri’’ (anno 1605), cioè il fallito attentato per far esplodere il Parlamento inglese, uccidendo così  re Giacomo I e il suo governo,  e di cui Fawkes si fece simbolo. A  un quarto d’ora di cammino il 30 St Mary Axe, chiamato dai londinesi semplicemente ‘’The Gherkin’’, il grattacielo divenuto una delle immagini moderne della città, rappresenta bene l’architettura moderna che non disturba la storia di Londra, sempre in continuo mutamento.

Tornando parecchio più a ovest, potrete visitare le tombe o le commemorazioni a poeti e scrittori come Dylan Thomas, Samuel Johnson, Jane Austen, Henry James e Charles Dickens al Poets Corner nell’Abbazia di Westmister;  vedere il cambio della Guardia a Buckingham Palace.

Proseguendo ancora verso ovest con un autobus o a bordo del tipico taxi nero inglese ( non proprio economico ) raggiungerete  il mercato di Portobello Road, nel quartiere residenziale di Notthing Hill, celebre soprattutto per l’omonimo film dello sceneggiatore e regista Richard Curtis ( che davvero qui ci vive) con Hugh Grant e Julia Roberts,  dove acquistare ammennicoli e  chincaglierie o un economico, eppure bellissimo, vestito a pois con sottogonna in tulle in stile anni Cinquanta.

I ristoranti londinesi offrono agli avventori cibo internazionale proveniente da tutto il mondo. A due passi dalla stazione della metropolitana di King Cross c’è il raffinato Gilbert Scott,  adatto a una cena romantica a due, situato all’interno del lussuoso albergo a cinque stelle Saint Pancras Renaissance Hotel, un edificio in stile neogotico davvero splendido.

Tuttavia, se volete mangiare autentici piatti britannici, a parte l’inflazionata pietanza ‘’fish and chips’’ nei pub ( pure ospitali), vi consigliamo due ristoranti storici che servono cucina tradizionale britannica: ‘’Rules’’, a Covent Garden,  il ristorante più antico della città (una sequenza dell’ultimo 007 ‘’Spectre’’ in cui compare l’attore britannico Ralph Fiennes è stata girata qui ), e ‘’Simpson’s in the Strand’’, direttamente sullo ‘’Strand’’, a due passi da Trafalgar Square.  In questi due locali  hanno cenato personaggi come Charles Dickens, Sir Arthur Conan Doyle , Graham Greene, George Bernard Shaw, Laurence Olivier e tanti altri, e sono state filmate scene di sontuosi pranzi nella celebre serie tv ‘’Downtown Abbey’’. In entrambi i ristoranti potrete gustare i roast beef e i pudding più buoni della città assaporando l’atmosfera del passato tra velluti, legni scuri, impeccabile eleganza, in puro stile british.

Insomma, London Calling, Londra sta chiamando, come cantavano ‘’quelli’’ di Joe Strummer e Mick Jones:   e voi, cosa aspettate?


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