ANIMAMBIENTE
Fotografato l'accoppiamento dell'Orso Marsicano FOTO ESCLUSIVE
Il fotografo autore di questo eccezionale servizio è una guida del Parco Nazionale della Majella

La primavera inoltrata ha risvegliato gli orsi e già da qualche settimana sono ricominciati gli avvistamenti del plantigrado sulle alture abruzzesi. In qualche raro caso è accaduto di incontrare l’orso anche in prossimità dei piccoli centri abitati che punteggiano i parchi naturali dell’Italia centrale. Dopo i mesi invernali trascorsi al riparo, lontani da occhi indiscreti, durante i quali l’Orso Bruno Marsicano attinge alle sue riserve di grasso, l’arrivo della bella stagione è dedicato alla frenetica ricerca di cibo. Le radure e le praterie sono tra i suoi siti preferiti dove fare il pieno di erba e, magari, l’occasione per trastullarsi con esemplari del sesso opposto. Il risveglio degli orsi, infatti, coincide con quello degli amori.

Riuscire ad incontrare un orso non è cosa semplice. La maggior parte degli avvistamenti si devono a incontri casuali o a teleobiettivi professionali che permettono, agli appassionati e agli studiosi, di osservare l’animale senza arrecare disturbo, elemento, quest’ultimo,  fondamentale per un corretto comportamento naturalistico e necessario per sperare di documentare scene di vita selvaggia fuori dall’ordinario.

Come è capitato ad una guida del Parco della Majella nei giorni scorsi che, “armato” della sua macchina fotografica, è riuscito ad immortalare il corteggiamento e il successivo accoppiamento di una coppia di orsi marsicani all’interno del territorio del parco stesso sul versante aquilano (la località precisa dell’avvistamento non la rendiamo nota a tutela degli orsi protagonisti dell’episodio). Evento più unico che raro, anche grazie alla eccezionale qualità delle immagini. 

William Massimiliano Santoleri è Maestro di Escursionismo del Collegio Guide Alpine d’Abruzzo. Fotografo e disegnatore, è responsabile dei Centri Informazioni del Parco Nazionale della Majella di Campo Giove e di Cansano, è gestore dell’osservatorio per il paesaggio e la fauna PineCube ( www.pinecube.eu ) . Lo abbiamo raggiunto per farci raccontare la sua bellissima esperienza.

“Martedi scorso (3 maggio, Ndr) sono stato avvertito da un amico che gli orsi che avevamo visto nei giorni scorsi in lontananza, erano vicini alla strada.”

William ha ancora quelle scene negli occhi. Poi prosegue, “.. mi sono precipitato sul posto con l’attrezzatura fotografica, tanto che in due minuti ero già lì. Una volta arrivato quello che ho visto mi ha lasciato senza parole. Il mio lavoro e la mia passione, ha precisato, mi permettono diversi avvistamenti durante l’anno. Ma stavolta, lo sottolinea, c’era qualcosa di diverso.” Perché? Chiedo. “E’ una questione di percezione, spiega. Qualcosa che senti quando si cammina nel territorio dell’orso e del  lupo. L’orso, mi dice, è un fatto. Il lupo una sensazione, un dubbio, alle volte soltanto un’idea. Mi spiego meglio, il lupo riesce a vivere per anni in un dato territorio senza, tuttavia, lasciare tracce evidenti. I lupi possono “scivolare” vicino a noi senza lasciarsi vedere. Spesso sentiamo che ci sono senza vederli. Un fruscio di foglie nel bosco potrebbe essere il solo segnale della loro presenza”.

E l’orso? “L’orso è diverso. E’ una presenza evidente fin dal primo momento. E, vi assicuro, se c’è, si vede. E’ grande. Tranquillo della sua mole, della sua forza e, comunque, poco interessato all’uomo. Attraversa un paese a qualsiasi ora come se attraversasse una remota radura. Mangia le mele di un giardino come fosse nel suo giardino. Ci osserva, ci sente, ma poi continua imperturbabile la sua attività”.

L’orso arrampicato su di un piccolo albero di mele sotto casa dei proprietari che si sono gustati la scena dal balcone, lo scorso anno, lo ricordiamo tutti, così come quella presenza invisibile del lupo nei boschi appena fuori l’abitato di Bisegna o Gioia dei Marsi.

“E allora, William continua a raccontare, mi sono accorto subito che quel martedi aveva qualcosa di speciale. I due orsi erano lì, nella radura, insieme. Non ribaltavano le pietre per cercare formiche, non scavavano per cercare radici. Sembrava evidente che non si trovassero lì per cercare del cibo. Poi, ad un certo momento, avevano cominciato ad abbracciarsi! Si strofinavano con delicatezza. Come fossero all’apice di una passeggiata romantica, quei contatti si fecero più frequenti. Finché, alla fine, si sono accoppiati! Si sono accoppiati due volte”.

L’approccio era stato eloquente da parte della femmina. “Sì, lei si avvicinava al maschio che appariva distratto. Si strofinava sul suo fianco. Sono stati momenti meravigliosi.” La pioggerella sottile che cadeva incessante aveva reso l’aria ancora più silenziosa. Si era ormai giunti all’imbrunire. “Sono rimasto ad osservare la coppia per due ore. Poi, conclude, lentamente si sono spostati, amoreggiando, verso il bosco, passando a non più di 30 metri da un residence. La notte che sopraggiungeva velocemente, me li ha fatti perdere di vista. E’ stata una giornata memorabile!”.

Le bellissime immagini di William Massimiliano Santoleri, sono uniche. La distanza minima dall’obiettivo è stata di 80/100 metri. Le foto sono state scattate sempre dalla strada asfaltata o dal parcheggio del residence. L’autore ha evitato nel modo più assoluto di avvicinarsi agli animali. Un motivo in più per rendere il documento ancora più eccezionale.


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