LUCA BARBARESCHI
Teatro Eliseo presenta il Jazz dei giovani talenti del M° Damiani
Il brano “Ma che ci fanno le foglie negli armadi” presenta un testo di Guelfo Guelfi, poeta e presidente del Teatro Puccini di Firenze

L’Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti diretta dal Maestro Paolo Damiani è un progetto musicale unico nel nostro paese, che ha all’attivo la preparazione di un CD e di un film, (nelle sale a dicembre),e che propone nuove audizioni ogni due-tre anni, al fine di un rinnovamento continuo. Domenica al Teatro Eliseo l’orchestra dei giovani talenti diretta da Paolo Damiani si è esibita davanti ad un folto pubblico, era presente anche il nuovo direttore artistico Luca Barbareschi e componenti del Conservatorio Santa Cecilia, si comincia con una composizione della cantante Jazz Diana Torto "Mis(s) Tango", originariamente pensata per voce, pianoforte e contrabasso.

Segue “Trasparente” di Paolo Fresu, presentato nella versione di Luigi Giannatempo. Il brano “Ma che ci fanno le foglie negli armadi” presenta un testo di Guelfo Guelfi, poeta e presidente del Teatro Puccini di Firenze, la composizione, come gli altri pezzi del Maestro Damiani nel programma, è riconducibile a quello che i critici definiscono “Jazz Mediterraneo”, genere in cui convivono le melodie espressive tipiche del nostro paese e la musica etnica soprattutto di tipo regionale, con tutti i suoi ritmi caratteristici. Comincia con un tema molto dolce affidato al pianoforte e al violino, cui si aggiunge poi la batteria: alla voce solista sono affidate le parole di Guelfi, che raggiungeranno il culmine della loro intensità attraverso gli interventi in crescendo dei fiati.

E’ di Roberto Rossi invece, trombonista jazz contemporaneo, il pezzo successivo “Dedicato a Jelly Roll”: nell’omaggiare la figura leggendaria del pianista statunitense. “Passi” inizia invece con un tema centrale affidato alle due voci femminili protagoniste, si prosegue con “From G to G” nell’arrangiamento di Corrado Guarino, segue “La legge è uguale per tutti” ritmo travolgente che ricorda molte celebri colonne sonore. “Rumori Mediterranei”, nell’arrangiamento di Pino Jodice, colpiscono i temi dei sassofoni, che colorano il brano in un crescendo progressivo ricco di frasi e motivi diversi, per finire con “Ce la posso fare” del chitarrista e compositore jazz Roberto Spadoni.

 

 


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