AMBIENTE
Motocross nelle aree protette? Sì, ma non ditelo a nessuno
di Remo Sabatini

La notizia ha dell’incredibile. Motocross e fuoristrada che si organizzano per scampagnate e vere e proprie gare di abilità sportiva all’interno di aree protette riconosciute e di importanza nazionale e comunitaria. Territori particolarmente fragili dal punto di vista della biodiversità e noti per essere gli ultimi rifugi di specie animali di pregio assoluto o sull’orlo dell’estinzione come l’Orso Marsicano sono ripetutamente violati da chi, in sella a due ruote o a bordo di potenti fuoristrada, si arroga il diritto di penetrare sentieri e vallate in barba a norme e regolamenti.

Chi conosce il territorio del Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise, sa perfettamente che la salvaguardia della fauna, che ancora sopravvive alle attività umane, è appesa ad un filo e, fortunatamente, sono in crescita i residenti di quelle splendide località che si danno da fare ogni giorno perché orsi, lupi e cervi possano continuare a popolare le aree protette punteggiate da paesini di montagna e cittadine dal pregiato valore storico.

I monti Ernici sono parte integrante di questo meraviglioso territorio che, purtroppo è ben conosciuto anche da bracconieri senza scrupoli che si avventurano nelle ore notturne alla ricerca di selvaggina protetta. Ed è stato proprio in questa zona, a cavallo tra Morino e Campo Catino, nel frusinate, che si è svolta la vicenda che è stata segnalata dall’associazione Salviamo l’Orso onlus al Corpo Forestale e alle istituzioni di controllo così come al comandante Regionale Donato Monaco.

I fatti cui fanno riferimento le segnalazioni, riguardano attraversamenti e corse di moto fuoristrada in zone protette, Oasi di Protezione e SIC (Siti di interesse Comunitario). Qui, all’ombra degli Ernici, sono stati registrate corse di motociclisti e fuoristrada mentre imperversano su piste forestali e addirittura fuori di esse infrangendo i divieti in essere e danneggiando inevitabilmente gli habitat naturali al loro passaggio,  creando, inoltre, non poco disturbo alla fauna in Direttiva Habitat (chi scrive non ha difficoltà alcuna nel recepire l’allarme della segnalazione. Più volte, infatti, si è trovato a fare i conti con le velocità elevatissime che moto e automobili sostengono in zone e strade note per l’attraversamento di cervi eorsi nei pressi di Bisegna, Pescasseroli e Gioia dei Marsi).

Stefano Orlandini, presidente di Salviamo l’Orso (www.salviamolorso.it) non è nuovo a segnalazioni di interesse pubblico che riguardano violazioni delle norme e pratiche illegittime che possono vanificare il lavoro di tutti coloro che si spendono per la difesa del territorio e della natura. Più volte era capitato alle varie associazioni di tutela ambientale di aver a che fare con motociclisti in cerca di emozioni che si avventuravano per boschi e sentieri ben sapendo di violare la legge. Spesso e volentieri ci si era trovati a denunciare l’ennesimo episodio di violazione alle autorità, talvolta senza ottenere nemmeno risposta alcuna da parte di chi, quel territorio, è tenuto a controllarlo, proteggerlo. 

Alle segnalazioni di questi giorni stavolta, però, va ad aggiungersi un filmato che testimonia l’accaduto. Il video, postato su You Tube, non è stato girato dai soliti ambientalisti rompiscatole né dagli orsi. Autori del filmato, infatti, sono gli stessi protagonisti ripresi da chi voleva ricordare l’evento, riuscendoci, evidentemente, in pieno.

I parchi naturali, le oasi e i rifugi non possono continuare ad essere soggetti a violazioni e stupri di ogni genere. Sono una ricchezza per tutti e da tutti devono essere rispettati e preservati con maggiori controlli e rispetto della legge che deve assicurare loro un futuro meno incerto così da garantire la prosecuzione della natura che lo contraddistingue.

Per saperne di più: www.salviamolorso.it


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