CRONACA
A Roma il "primo campo profughi per italiani" FOTO
Circa 50 famiglie si sono accampate in via Casale di San Nicola a La Storta, davanti all'ex scuola Socrate

"E' nato il primo campo profughi per cittadini italiani". Ad affermarlo è Alfredo Iorio, del movimento Nessuno tocchi il mio popolo, di fronte alle tende che accolgono le circa 50 famiglie che si sono accampate in via Casale di San Nicola a La Storta, davanti all'ex scuola Socrate, una struttura che il Comune presto destinerà all'accoglienza di più di 100 immigrati. Il popolo che Iorio vuole difendere è quello delle famiglie romane in emergenza abitativa che paradossalmente si trovano oggi a necessitare dello stesso tipo di accoglienza di cui necessita un migrante che sbarca a Lampedusa. Ci sono uomini, donne, ragazzi e bambini. Vittime anche loro di una guerra, quella che si combatte ogni giorno in una città in piena crisi economica e in una società che esclude i più deboli e quelli che non hanno risorse.

"L'ex scuola Socrate è una struttura che potrebbe essere messa a disposizione delle famiglie romane e quindi chiediamo al Comune di Roma di venire qui e mandare i rappresentati delle istituzioni a guardare con i propri occhi questa vera e propria emergenza", incalza Iorio. "Il nostro Movimento é lontano anni luce dalla demagogia di Salvini, il cui unico obiettivo è quello di far scoppiare una guerra tra poveri, ma è lontano anche dalle azioni di questo Governo che incentiva la nascita di ghetti speculando sull'emergenza immigrazione", continua. "Noi non siamo contro gli immigrati ma contro il fenomeno migratorio causato da guerre fatte per gli interessi dell'America e delle multinazionali delle quali il nostro Paese paga le conseguenze". 

Alla domanda se gli immigrati sono un problema di ordine pubblico e di sicurezza  per il quartiere, Iorio risponde "è ovvio che dove c'è povertà non può esserci sicurezza. In un Paese in cui il Capo della Polizia guadagna 650mila euro l'anno, è paradossale che la sicurezza non sia per nulla garantita".

Intanto l'accampamento rimane qui. Per il quarto giorno consecutivo, in attesa dell'arrivo dei nuovi inquilini dell'ex scuola Socrate. Lo scenario che si presenterà vedrà i profughi della Libia o della Siria contro i profughi della nostra società.


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