CULTURA
Giornata Mondiale del Libro, tutti gli eventi a Roma
Un fiorire spontaneo di iniziative culturali di nobile importanza per la Giornata Mondiale del Libro

Il 23 aprile 1616 sono morti tre importanti scrittori: lo spagnolo Miguel de Cervantes, l'inglese William Shakespeare e il peruviano Inca Garcilaso de la Vega. La corrispondenza della data si è rivelata una fortunata coincidenza per l’UNESCO che dal 1995 ha fissato al 23 aprile di ogni anno la data per un evento di cui è facile cogliere la preziosità: la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.

Dal 18 al 23 aprile, per la ventesima edizione del giorno di San Giorgio a Barcellona, dove una rosa viene tradizionalmente data come un dono per ogni libro venduto, e della World Book Night in Inghilterra, in tutta Italia si sono accesi eventi che arricchiscono piazze, scuole, musei, università, mercatini, teatri, biblioteche. In questo modo l’UNESCO vuole diffondere il contagio positivo della lettura, una rete a cui appartenere, con l’intento di conquistare e appassionare l’Italia che non legge, e offrire a grandi e piccoli un’occasione d’incontro e condivisione creativa. Sarà infatti possibile ascoltare brani letti da attori e Messaggeri speciali, solo a Roma sono più di 1000, e ricevere gratuitamente una delle 240mila copie di 24 romanzi stampati, donati nelle piazze da personaggi dello spettacolo come Paola Minaccioni, Piero Angela e Igiaba Scego. Tutto questo grazie a #ioleggoperché, un’iniziativa dell'Associazione Italiana Editori di promozione del libro e della lettura, rivolta a stimolare chi guarda i libri con sospetto o chi non legge per niente: parliamo di ben più della metà degli italiani.

Il 23 aprile alle ore 16 al teatro Argentina, a leggere saranno gli attori dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, accompagnati dall’Orchestra Junior dell’Accademia di Santa Cecilia, e i lettori dei circoli di lettura delle Biblioteche di Roma. Dalle 14 alle 20, sulla scalinata del Campidoglio si terrà invece la manifestazione “Libera Libri”, iniziativa gratuita di bookcrossing che prevede il libero scambio di libri tra i passanti. Sono in programma anche visite guidate animate al Museo Bilotti e al Museo Napoleonico, con la partecipazione di Piero Angela, e dei laboratori didattici al Macro, dove dalle 17.30 si terrà anche la festa conclusiva con il testimonial Ennio Peres e l’attore Edoardo Ferrario. La Casa del Jazz darà spazio al cinema e alla musica, con la proiezione del documentario “La gente che legge” di Paolo Di Paolo e Daniela Mazzoli e a seguire il concerto del duo jazz eMPathia, con la voce di Mafalda Minnozzi e Paul Ricci alla chitarra. Domenica al teatro di Tor Bella Monaca è stato allestito un caffè letterario e uno spazio per la lettura, mentre le strade di Ostia sono state palcoscenico per una lettura itinerante con biciclette e trampolieri dal cortile del Teatro del Lido fino al porto e una lettura corale finale.

Un fiorire spontaneo di iniziative culturali di nobile importanza, considerato che solo nel 2014 l’editoria italiana ha perso più di 800mila lettori. Negli ultimi 5 anni, il calo di fatturato complessivo è di circa il 25 per cento: 1 lettore su 4 non esiste più. Dall'altra parte, però, si comprano più ebook. Riferisce  lo scrittore italiano Nicola Lagioia su Internazionale che uno dei più blasonati editori italiani dice che «la crisi rischia di essere strutturale, non congiunturale» riferendosi alle strategie dei gruppi editoriali: “Se si lavora cercando di sfornare consumatori anziché formare lettori veri, i primi non reputeranno mai il libro un bene fondamentale e si volatilizzeranno ai primi aliti di crisi”, continua Lagioia. La verità è che il meccanismo dei testimonial illustri, dei grandi mediatori quali tv generalista, opinion leader, veicola troppo spesso il messaggio in maniera chiaramente pubblicitaria, e dunque fuorviante, rendendo il libro un semplice oggetto di consumo.

Non poche librerie di catena hanno cominciato, nel corso degli anni, a dipendere in modo sempre più pesante dal cosiddetto “Centrale” - così lo definisce ancora Lagioia - il quale decide per tutti. Questo significa che in certi casi il singolo libraio non sceglie quali libri ordinare, in quali quantità, quali mettere in vetrina, e, a volte, non è neanche del tutto libero di scegliere i libri da consigliare. Ma i lettori nascono per lo più sull’onda di un contagio come il consiglio di un amico, una copertina particolarmente bella, l’incontro con scrittori o altra gente che ha fatto dell’amore per i libri la ragione di una vita. E questo, chi li acquista, chi frequenta circoli, associazioni, sedi di gruppi di lettura, insomma chi rispetta i libri usandoli e non lasciandoli stare, lo sa.

È evidente che il valore dell’oggetto libro sia cambiato nell’epoca delle classifiche, della pubblicità, del best seller e delle mode editoriali, fenomeni, cioè, che tendono ad azzerare le differenze fra il successo e il valore di un’opera. La speranza per un Paese che produce troppi libri e che legge troppo poco, dove la quantità prevale sulla qualità e l’informazione si sostituisce sempre più alla conoscenza, è dunque, nel rialzo del livello complessivo di tutti i consumi culturali, e in particolar modo di quell’unico oggetto inanimato che può avere sogni.


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