CRONACA
Mafia Roma, i vip che frequentavano il boss Giovanni De Carlo
Nullatenente, gira in Ferrari e frequenta i Vip di Roma. Ernesto Diotallevi lo indicò come "Il boss dei boss a Roma"
Stefano De Martino, Giovanni De Carlo e Belen Rodriguez

Giovanni De Carlo,  il super boss latitante della mafia romana arrestato ieri nell' ambito dell' operazione "Mezzo Mondo" dai carabinieri di Fiumicino e descritto dall'  ex  capo della banda della Magliana, Ernesto Diotallevi, come  "il  boss  che conta più di tutti", "era in frequente contatto con personaggi del mondo delle spettacolo e dello sport".

Stando agli atti dell'inchiesta "mafia capitale", infatti, emerge in particolare che De Carlo intratteneva "numerosi contatti e frequentazioni" con i calciatori della A.S. Roma, Daniele De Rossi e  Mattia Destro, Blerim Dzemaili, con la coppia Stefano De Martino-Belen Rodriguez e il conduttore televisivo Teo Mammuccari. Dalle informative del Ros, risulta in modo dettagliato anche  un incontro De Carlo e il cantante Gigi D'Alessio, avvenuto il 04 giugno 2013. De Carlo in quella occasione  si trattenne in casa del cantante -al quale era appena stata rubata una collezione di Rolex- per oltre trenta minuti. Tra i calciatori in contatto con De Carlo c'è anche Giuseppe Sculli, coinvolto di recente nell'inchiesta sul calcioscommesse della procura di Cremona.

La telefonata di De Rossi - Il 30 settembre 2013 poco prima delle tre del mattino il calciatore della Roma, Daniele De Rossi, ha avuto diversi contatti telefonici con Giovanni De Carlo. Nell'informativa del luglio scorso i carabinieri del ROS riportano che in particolare alle ore 02.56, De Carlo "rispondendo a due tentativi di chiamata fatti poco prima dello sportivo" chiamava De Rossi "chiedendogli di cosa avesse bisogno".

Capitan futuro "gli riferiva di averlo contattato in quanto, insieme al compagno di squadra Mehdi Benatia, aveva avuto poco prima una discussione con un ragazzo all'interno di un locale notturno e temendo ulteriori conseguenze aveva pensato a De Carlo". Nella parte di conversazione citata dai militari De Rossi aveva spiegato:  "no aveva pensato che aveva chiamato qualche malandrino... Qualche coattone... Ho detto famme sentì Giovanni". Nel frattempo però era intervenuta la polizia e non c'era stato bisogno di De Carlo. "Giovanni dando prova di grande confidenza gli confermava di poter contare sempre sul suo aiuto (chiamame sempre... Bravo! hai fatto bene Daniè, amico mio...)".


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