INTERVISTE
La mamma anti Femen non passa di moda
Una donna al settimo mese di gravidanza si è fatta fotografare a S. Pietro in risposta alla provocazione delle Femen. L'intervista 

Sono passate quasi due settimane dall'ultima trovata pubblicitaria delle Femen. Lo scorso 17 Novembre, il gruppetto di femministe scalmante si è presentato di nuovo in Vaticano, da dove mancava dall'epoca del conclave. Le Femen, per denunciare la visita di Papa Francesco al Parlamento Europeo avvenuta lo scorso 25 novembre, ha simulato la masturbazione con un crocifisso. La protesta plateale, messa in atto davanti all'obelisco di piazza San Pietro, nelle intenzioni delle attiviste avrebbe dovuto palesare la loro contrarietà alla ingerenza del potere spirituale negli affari temporali.

Le immagini, a dir poco esplicite, nel giro di poche ore si sono propagate nel web innescando un'infinità di reazioni di sdegno. La girandola di commenti e condivisioni, accuse e proclami, come una grossa bolla di sapone, dopo pochi giorni s'è dissolta. Di quelle tre donne seminude e delle loro movenze oscene non è rimasto che un ricordo sbiadito. Ma non tutto è destinato a passare. Come dimostra un'altra foto, amatoriale, scattata poco tempo dopo lo show delle Femen, che ancora oggi continua ad esser apprezzata e rilanciata da utenti e media. E' quella di una trentacinquenne romana, al settimo mese di gravidanza, che ha deciso di rispondere alle Femen con uno scatto. Di seguito riportiamo integralmente l'intervista rilasciata dalla giovane mamma al quotidiano on line Barbadillo.it che, per primo, ha supportato il bel gesto solitario della donna. Diventata simbolo di una femminilità discreta, che non alza la voce, perchè non ne ha bisogno. Perchè ha in sé la forza dirompente della vita. E, come tale, non finirà mai nel dimenticatoio della storia, né in quello assegnato ai tanti contenuti spazzatura che giornalmente l'etere dà in pasto ai suoi avventori.


Quando e perché hai scattato la foto a che ti ritrae a San Pietro? 
Sabato sera ero a fare una passeggiata in zona Borgo Pio con mio marito, casualmente ci siamo ritrovati a San Pietro e abbiamo pensato di fare quella foto, per rispondere alla agghiacciante provocazione delle Femen.

Cosa della loro provocazione ti ha maggiormente infastidita?
Il vilipendio, non solo della religione. La cosa che più di tutte, a mio avviso, è stata vilipesa è il corpo femminile, sfruttato e mostrato come un oggetto pubblicitario. Mi sono sentita offesa come donna e come essere umano.
 
Le Femen, con un curriculum che vanta innumerevoli bravate, vengono premiate dalla Innocenzi con un'ospitata ad AnnoUno. Spiegaci, secondo te, in quali gesti risiede il vero coraggio d'esser donna.  
Il coraggio di una donna, in un periodo buio come questo, è quello di portare la speranza, con una nuova vita. 
 
Un'ultima domanda, è maschio o femmina? 
Non importa la cosa che conta e che abbia un padre e una madre che gli vogliano bene. 

 

** Intervista tratta integralmente dal sito www.barbadillo.it


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